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Guerra in Iran, il sindaco di Landriano in Consiglio contro Trump: «Pedofilo e guerrafondaio»

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LANDRIANO. «Oggi dobbiamo prendere posizione contro una guerra scatenata da due guerrafondai: un pedofilo, Trump e un criminale perseguito dalla Corte internazionale dell’Aia, Netanyahu». A pronunciare queste parole, durante la seduta del consiglio comunale di mercoledì sera, è stato il sindaco, Roberto Aguzzi (Pd). Parole, soprattutto quelle indirizzate al presidente degli Stati Uniti (in merito al caso Epstein, ndr), che hanno scatenato una bufera sul primo cittadino di Landriano e provocato l’indignazione dell’opposizione che giovedì ha scritto al consolato americano portandolo a conoscenza di quanto successo in aula.

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La reazione della minoranza

Dopo l’esordio non propriamente “diplomatico”, Aguzzi ha proseguito con le sue considerazioni sulla situazione internazionale, rincarando la dose e definendo i due capi di Stato, quello statunitense e quello israeliano «criminali». Ma quello che ha lasciato basiti i consiglieri di opposizione, sono state soprattutto le prime parole pronunciate dal sindaco all’indirizzo di Donald Trump. «Non si è mai visto, nè sentito che il sindaco di un Comune insulti pesantemente, perché di questo si tratta, un capo di Stato – dicono Elisa Papini e Dario Civardi, consiglieri della lista “Per Landriano e Pairana” –. Per quanto si possa condividere la preoccupazione e la condanna della guerra, o delle guerre, nessuno deve sentirsi autorizzato ad insultare gratuitamente le persone, sia che si tratti di un cittadino qualunque, sia che si parli del presidente degli Stati Uniti».

La minoranza, giovedì, ha segnalato il fatto al consolato Usa di Milano. Parlando di «frasi oltraggiose» all’indirizzo di Trump, Papini e Civardi hanno aggiunto di volersi «dissociare ufficialmente» da quanto detto dal sindaco.

«Vogliamo anche ricordare che Aguzzi, quando affronta certi temi, rappresenta tutta Landriano, non solo la sua parte politica (la lista di Aguzzi è di area centro sinistra, ndr). Non vorremmo, un domani, trovarci al centro di una maxi-richiesta danni da parte dell’amministrazione americana per le parole di diffamazione nei confronti del suo, fino a prova contraria, legittimo presidente».

«Sono frasi ingiuriose e non vorremmo che un domani il governo Usa chiedesse i danni al Comune»

Del resto il presidente degli Stati Uniti non sarebbe nuovo ad iniziative del genere. Trump ha infatti più volte inoltrato richieste di risarcimento miliardarie (in dollari) a vari soggetti. L’ultimo della serie è quello indirizzato all’università di Harvard e al quotidiano New York Times per posizioni «poco gradite» al tycoon.

La difesa del sindaco

Il sindaco, dopo la bufera, scatenata dalle sue dichiarazioni, non si tira indietro. «Confermo quello che ho detto perché un dato di fatto – sottolinea Aguzzi –. Vorrei ricordare che Trump e Netanyahu hanno sulla coscienza non solo la recente uccisione di 170 bambine in Iran a causa delle loro bombe, ma anche di 70 mila morti a Gaza. E noi stiamo qui a formalizzarci per qualche parola in più o in meno? Ma dove è finita la coscienza della gente? Cosa conta di più? Una considerazione in consiglio comunale o migliaia di morti nelle guerre scatenate da Usa e Israele?». A margine, Aguzzi ricorda che «Landriano è dal 2024 «Città della pace». E «condivide, come espresso in aula, la condanna del segretario generale dell’Onu Guterres e del primo ministro spagnolo Sanchez per la guerra scatenata illegalmente e in aperta violazione del diritto internazionale contro l’Iran da parte del presidente degli Stati Uniti e dal primo ministro israeliano». —




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