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L’ultimo anno di Mirra Andreeva: le aspettative, la pressione e una top 10 clamorosamente a rischio

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Il BNP Paribas Open ha visto l’uscita di scena della campionessa in carica, Mirra Andreeva. La teenager russa è stata battuta dalla numero 44 al mondo, Katerina Siniakova. Non sento la pressione di dover difendere il titolo, aveva detto la giovane siberiana in conferenza stampa pre-torneo. “Provo solo entusiasmo”, aveva aggiunto. In campo, però, queste sue parole non si sono tradotte in un tennis lucido, fatto di scelte consapevoli e ragionate.

Se solamente dodici mesi fa, di questi tempi, Andreeva sembrava essere sbocciata in maniera definitiva, ora a distanza di un anno l’allieva di Conchita Martinez a tratti è stata vittima delle aspettative riposte su di lei, della pressione e di tutte le conseguenze del successo, un ‘mostro’ complicato da gestire. Specialmente se si ha 18 anni. Andiamo quindi ad analizzare l’ultimo anno di Mirra, concentrandoci sui suoi risultati, sulle dichiarazioni e sul processo di crescita che, com’è giusto che sia, sta incontrando qualche sassolino nel percorso.

Dai titoli 1000 alla pressione di essere la favorita

Il 16 marzo 2025 Andreeva vinceva il WTA 1000 di Indian Wells rimontando in finale Aryna Sabalenka, numero 1 del mondo. Quella era solamente la ciliegina sulla torta di un mese in cui la parola ‘sconfitta’ era scomparsa dal suo vocabolario. Pochi giorni prima, infatti, Mirra si era imposta nel 1000 di Dubai sconfiggendo tra le altre Elena Rybakina e Iga Swiatek. Entrambe avrebbero poi avuto la possibilità di vendicarsi al Tennis Paradise alcune settimane dopo. Ma in California Andreeva è uscita nuovamente vittoriosa sia contro la kazaka che contro la polacca.

Il periodo seguente, seppur non eccezionale come le sue ultime settimane invernali, le aveva regalato qualche altro buon piazzamento. Sia a Madrid che a Roma Mirra non ha saputo trovare le soluzioni per battere Coco Gauff, contro cui ha perso ai quarti in entrambi gli eventi. Ciononostante, alla fine del torneo capitolino la tennista russa si confermava come la terza giocatrice nella Race, con 3055 punti all’attivo. Al Roland Garros, poi, la chance di confermare la semifinale raggiunta nel 2024 era ghiotta. Dal lato opposto della rete, ai quarti, c’era la beniamina di casa Lois Boisson. La francese è stata brava a caricarsi grazie al pubblico amico e dopo aver cancellato due set point all’avversaria nel primo parziale, è riuscita a firmare il successo in due frazioni.

La pressione del pubblico ha influito, in alcuni momenti non mi sentivo molto sicura delle mie azioni e dei miei colpi, affermava Andreeva a seguito della sconfitta. Anche a Wimbledon, una manciata di settimane dopo, Mirra si issava sino al turno delle migliori otto. Qui, in due tie-break, la più esperta Belinda Bencic le sbarrava la strada. In chiusura dei Championships la giovane russa si trovava con 4024 punti nella Race, dove figurava al quinto posto. Ma tutto ciò non sarebbe durato ancora per molto.

Un finale di stagione da dimenticare e un avvio tra luci e ombre

La trasferta americana estiva è stata il preludio di un finale di stagione ben al di sotto di quanto mostrato nella prima metà dell’anno. A Montreal Andreeva ha perso subito contro McCartney Kessler in due set e allo US Open Taylor Townsend le ha rifilato un 7-5 6-2 pesante al terzo turno. Da quel momento, il buio. Due vittorie a Pechino e poi tre sconfitte consecutive in Cina contro avversarie di certo non irresistibili (Sonay Kartal, Laura Siegemund e Lin Zhu). A fine ottobre Mirra ha così dovuto dire addio al sogno WTA Finals: i suoi 4319 punti (solamente 295 conquistati dopo Wimbledon!) non le sono bastati per essere una tra le otto giocatrici capaci di qualificarsi per Riad.

Voglio vincere diversi Slam, ha tuonato Andreeva poco prima di tornare in campo nel 2026. Grandi ambizioni quindi per Mirra, che ha iniziato la nuova stagione piuttosto bene. La sconfitta a Brisbane contro una Marta Kostyuk in forma smagliante è stata subito cancellata per fare spazio al titolo nel 500 di Adelaide, agguantato avendo lasciato per strada solamente quattordici giochi in quattro partite. A Melbourne, poi, Andreeva ha spiegato di sentirsi più intelligente in campo, dove sempre più di rado le capita di andare in panico. La severa lezione impartita da Elina Svitolina agli ottavi dell’Australian Open (6-2 6-4) ha però fatto sorgere qualche dubbio nella testa della top 10 siberiana.

La mancanza di lucidità nei momenti topici è venuta presto a galla nello swing in Medio Oriente. Prima è arrivata la sconfitta agli ottavi a Doha, contro Victoria Mboko, al tie-break del terzo set. Poi i fantasmi sono tornati a farle visita ai quarti in quel di Dubai, dove Andreeva ha dovuto di nuovo deporre le armi al tie-break decisivo, questa volta contro Amanda Anisimova. A volte mi dimentico di avere solo 18 anni, aveva detto la giocatrice russa alla vigilia del torneo, nel quale era la campionessa uscente.

Discontinuità

A Indian Wells gli alti e bassi hanno visto un’ulteriore conferma. All’esordio Andreeva ha spazzato via Solana Sierra con un doppio bagel. Al terzo turno è però scesa in campo un’altra versione di Mirra, che si è fatta fregare per 4-6 7-6(5) 6-3 da Katerina Siniakova. Questo match è stato condotto con molto nervosismo dalla tennista russa, che ha commesso complessivamente 75 gratuiti (a fronte di 37 vincenti) e che ha vinto solo la metà dei punti nei suoi turni di battuta (58 su 115). Nonostante nel secondo set abbia avuto tre chance consecutive sul 4-3 per andare a servire per il match, poi al tie-break si sia trovata avanti 5-4, nel terzo set sia stata la prima a brekkare e poi si sia procurata tre occasioni per rientrare in corsa nel game finale, Andreeva ha mancato tutte queste opportunità.

“V********o a tutti!”, ha esclamato uscendo dal campo, nel quale poco prima aveva rotto una racchetta. Una reazione di cui lei stessa si è pentita nel post-match. “Non sono molto orgogliosa di come l’ho gestita”, ha affermato Mirra in conferenza stampa. Sono cose su cui devo lavorare. Non è stata la mia giornata migliore in termini di gioco, ma è stato anche molto per merito suo. Ci sono state parecchie opportunità che non ho sfruttato. Ne parlerò con il mio team. Vedremo qual è il modo migliore per gestire queste situazioni e lavoreremo per progredire”.

E ora?

Sebbene lei magari non lo voglia ammettere, la pressione e le aspettative di dover difendere molti punti possono aver condizionato le sue ultime prestazioni. Oltre al lavoro su alcuni fondamentali – servizio e dritto -, se Andreeva vorrà tornare a essere competitiva per i titoli importanti nel prossimo periodo sarà opportuno che ritrovi lucidità in campo. Parliamo comunque di una ragazza che deve ancora compiere 19 anni e che avrà quindi tutto il tempo del mondo per cercare di limare questi aspetti del suo tennis e del suo comportamento dentro al rettangolo da gioco.

La sua presenza nelle fasi finali dei tornei più prestigiosi manca ormai dalla cavalcata trionfale a Indian Wells nel 2025. Negli ultimi otto mesi, infatti, Andreeva ha giocato una sola partita contro una top 10 (a Dubai con Anisimova). Un segnale che fa riflettere circa la sua capacità di prevalere quando è favorita, per poi arrivare a giocare i match importanti. Dovrà poi stare attenta, perché il suo posto tra le prime 10 in classifica è ora a rischio. Ekaterina Alexandrova e Belinda Bencic vorranno rubarle l’ultima piazza disponibile (la prima è a -148 punti da Andreeva, la seconda a -263 ed è ancora in corsa al Tennis Paradise). Intanto, Victoria Mboko l’ha superata nel ranking.




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