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La società civile chiede «verità e giustizia» per Andrea Rocchelli

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PAVIA. Una ferita ancora aperta. Il 24 maggio 2014 il fotoreporter pavese Andrea Rocchelli veniva ucciso nel Donbass, in Ucraina, mentre documentava le sofferenze della popolazione civile intrappolata nel conflitto tra le forze governative ucraine e i separatisti filorussi. La ricerca di verità e giustizia su quella morte va avanti da 12 anni. Un percorso pieno di ostacoli, per nulla lineare, che ha dovuto fare i conti con distorsioni, resistenze e sentenze contrastanti. Ora in questo percorso portato avanti con tenacia dalla famiglia Rocchelli si aggiunge l’iniziativa del Ghislieri, che attraverso il rettore Alessandro Maranesi lancia un appello «per far sì che quel sacrificio non sia stato vano» e per trasformare «la commozione in impegno civile».

In 200 hanno già risposto alla chiamata: tra loro, oltre al rettore del Ghislieri, ci sono nomi noti del mondo della cultura, come il direttore del museo egizio Christian Greco e l’archeologa Tiziana D’Angelo, ma anche dell’imprenditoria, come il presidente di Assolombarda Pavia Tommaso Rossini, e della società civile. Ex ghislieriani, ma non solo. «L’obiettivo anzi è far crescere la sottoscrizione fuori da Pavia», precisa il rettore.

Il giardino

A Rocchelli sarà dedicato, in un’area del giardino storico del Ghislieri, a ridosso di via Spallanzani, il Giardino della ricerca: un progetto «botanico e simbolico» dove coltivare «i valori per i quali Andy Rocchelli ha vissuto e per i quali la sua famiglia continua a lottare». A sollecitare l’iniziativa, dopo la notizia dell’inchiesta bis aperta dalla Procura di Pavia in seguito all’assoluzione del soldato Vitaly Markiv nel 2021, è stato Giancarlo Albini, ex ghislieriano e presidente della Fondazione comunitaria.

«Rocchelli come Regeni»

«Si è chiesta la verità per Giulio Regeni, ma anche Andrea Rocchelli la merita – dice Albini –. La sua morte rappresenta una ferita ancora aperta. A distanza di anni, e nonostante il lavoro svolto dalla magistratura, restano interrogativi che meritano risposte chiare».

Per Albini «va fatta piena luce per arrivare alla completa ricostruzione dei fatti, nel rispetto della memoria di Andrea, della sua famiglia e del lavoro dei giornalisti che operano nei teatri di guerra. Ogni possibile strada va percorsa, affinché siano accertate tutte le responsabilità, dirette e indirette».

«Un crimine finora senza risposta»

Il rettore del Ghislieri Maranesi chiarisce che l’iniziativa «non vuole essere una presa di posizione politica e non vogliamo che si presti a strumentalizzazioni di qualsivoglia natura, ma un gesto concreto di vicinanza a una famiglia, i genitori Rino Rocchelli ed Elisa Signori e la figlia, che da 12 anni combattono una battaglia di dignità per ottenere giustizia sulla morte del loro caro, un giovane e coraggioso fotoreporter che stava raccontando dei crimini di guerra ed è stato a sua volta vittima di questi crimini». Sulla morte di Rocchelli si sono pronunciati più giudici e c’è una inchiesta ancora in corso, ma finora nessuna responsabilità è stata riconosciuta. «Il percorso giudiziario è una parabola emblematica delle difficoltà che incontra la giustizia quando si misura con i crimini commessi nei teatri di guerra», si legge nell’appello.

«La famiglia ha sempre avuto un grande rispetto verso le istituzioni e anche la nostra iniziativa non vuole interferire con il percorso giudiziario – spiega ancora il rettore –. Non ho strumenti per giudicare, ma so che un giovane è stato ucciso mentre faceva il suo lavoro e aveva segnalato la sua presenza. Questo non è accettabile».

Con Rocchelli morì anche l’attivista per i diritti umani e interprete Andrej Mironov, scrittore, ex dissidente e prigioniero politico russo, amico di Amnesty International, che lo aveva accompagnato in quel viaggio come in molti altri. «La nostra voce – si legge nell’appello – parla il linguaggio universale della giustizia e del rispetto per la vita umana, valori che non ammettono appropriazioni di parte». La ricerca della verità «è la stessa che operava Andrea Rocchelli svolgendo il proprio lavoro con rigore e coraggio, con l’obiettivo di offrire al mondo, attraverso la fotografia, conoscenza e consapevolezza».




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