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Issogne dice addio a Vigentina Borettaz, una vita di lavoro e impegno

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ISSOGNE

Vigentina Borettaz ha scritto di suo pugno il testo dell’epigrafe che annunciava la sua morte e ha dato precise disposizioni per lo svolgimento della cerimonia di commiato. Un gesto che rispecchia la personalità di una donna che non ha mai permesso agli eventi della vita, nemmeno ai più duri, di trovarla impreparata. Nata il 6 aprile 1938, storica commerciante ed ex amministratrice, Vigentina Borettaz è morta mercoledì all’Hospice di Aosta dopo una breve malattia, pochi mesi dopo aver affrontato il dolore più grande: la perdita del figlio Rudi.

La sua storia è quella di una lavoratrice che ha conosciuto la fatica vera. A 12 anni era al lavoro nelle risaie di Vercelli con le mondine, a 13 venne assunta come operaia al cotonificio Brambilla di Verrès insieme alla madre Casimira Cout per diventare poi segretaria del responsabile del laboratorio chimico. È lì, tra i telai, che sono nate le sue prime lotte sindacali. Iscritta alla Cgil, è stata per decenni un punto di riferimento per i lavoratori, prima alla Brambilla e poi all’Ilssa Viola di Pont-Saint-Martin, dove lavorò come impiegata. Donna energica e lungimirante, Vigentina ha saputo trasformare i momenti di crisi in opportunità. Quando all’Ilssa Viola finì in cassa integrazione, non si perse d’animo: rilevò con la famiglia nel 1983 la ditta Gervasone di Verrès fondando la Distribuzione Automatica. Così fino al 2000, guidando l’azienda con piglio deciso assieme ai figli.

Il suo impegno non si esauriva nel lavoro. Grande è stato il suo contributo alla vita politica, iscritta al Partito Comunista. Assessora alle Politiche sociali a Issogne dal 2000 al 2010 e prima per un lustro consigliera comunale, non ha mai trattenuto un emolumento per sé: quegli assegni servivano a finanziare gite per gli anziani o ad aiutare chi era in difficoltà. «Per lei la politica era impegno civile, puro servizio - ricorda la nuora Cinzia Dublanc, consigliera comunale ed ex vicesindaca di Issogne – Quando venni eletta era fiera, orgogliosa. “Mi hai fatto un regalo” mi aveva detto. Ho seguito il suo esempio, lei che per tanti anni ha sempre dato sé stessa senza mai aspettarsi nulla».

La sua passione civile non si era mai spenta: ancora lo scorso settembre aveva firmato un appello al voto per l'area progressista, coerente con le sue radici e i suoi valori. Il suo spirito comunitario aveva trovato casa nell'associazione Castagneti di Issogne, di cui faceva parte dagli anni '50 e che ha presieduto a lungo, passando poi il testimone al figlio Rudi (e presto al nipote John Targhetta). Nonostante i mille impegni, Vigentina restava il "patriarca" della famiglia: ogni giorno preparava il pranzo per tutti i dipendenti della ditta, trasformando la sua casa in un porto sicuro per familiari e collaboratori. Una persona di cuore, che ha girato il mondo e che non si è mai fatta intimorire da nessuno, sempre pronta a spendersi per gli altri. L'ultimo saluto a Vigentina Borettaz si terrà venerdì dalle ore 14 alle 15 di fronte alla sua abitazione in frazione Fleuran. Lascia il figlio Larri con Cinzia, la figlia Genny con Lorenzo, i nipoti e una comunità di persone che le ha voluto bene e che potrà farsi forza nei momenti di difficoltà ricordando i suoi insegnamenti.




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