Sara Curtis stabilisce primati di rilievo nelle gare universitarie in America
Ad Atlanta, nel cuore del nuoto universitario statunitense, Sara Curtis continua a costruire, gara dopo gara, una stagione che profuma già di consacrazione. Ai Campionati NCAA Division I, l’azzurra si è confermata tra le protagoniste assolute della velocità, dando ulteriore sostanza a un’esperienza americana che sta rivelandosi tanto intensa quanto fruttuosa.
Nella finale dei 50 yard stile libero, Curtis è tornata sotto il muro dei 21 secondi con un solido 20.74, chiudendo al secondo posto alle spalle della campionessa olimpica Torri Huske, vincitrice in 20.66. Un risultato di grande valore, soprattutto se letto insieme a quanto fatto nella prova a squadre, dove l’italiana ha contribuito al successo della staffetta 4×50 yard della squadra della Virginia con una frazione lanciata da 20.55, miglior crono assoluto in quel contesto.
Ma il segnale forse più significativo è arrivato nella gara dei 100 yard. Nella terza giornata al McAuley Aquatic Center, Sara ha chiuso al terzo posto in 45.77, diventando la freshman più veloce di sempre sulla distanza e superando il precedente riferimento di Gretchen Walsh (46.05 nel 2022). Una prova costruita con intelligenza e qualità: passaggio in 22.16 e ritorno in 23.61, con una seconda vasca particolarmente efficace, capace di fare la differenza anche rispetto ai riferimenti storici. Il riscontro è valso il quinto posto all-time, in una delle prove più competitive del panorama NCAA.
Davanti a lei ancora Huske, vincente in 45.17, e Anna Moesch, seconda in 45.54 e nuova sophomore più veloce di sempre. Un podio di altissimo livello che certifica non solo la profondità del sistema NCAA, ma anche la piena appartenenza dell’azzurra all’élite della velocità mondiale.
A raccontare meglio di qualsiasi crono il momento di crescita è la stessa Curtis: “Sono felice di quello che ho fatto, ma so che c’è ancora tanto margine per me“. Una dichiarazione che fotografa perfettamente il suo approccio: consapevole, ambizioso, già proiettato oltre i risultati ottenuti.
L’impatto con il sistema universitario americano è ormai evidente. Ritmi serrati, staffette ad alta intensità, competizione quotidiana: un contesto che sta accelerando il percorso della velocista italiana, rendendola più solida e completa. E non è un caso che, guardando al calendario internazionale, emerga una determinazione altrettanto chiara: “Il viaggio tra USA e Italia è impegnativo, ma sono molto motivata per le competizioni europee. Sto lavorando bene e so che posso migliorare ancora“.
Parole che aprono inevitabilmente lo sguardo verso il prossimo appuntamento: gli Assoluti primaverili di Riccione, in programma dal 14 al 18 aprile. Dopo quanto mostrato negli Stati Uniti, la velocista piemontese si presenterà ai blocchi con uno status ancor più solido. E con la sensazione, sempre più forte, che il meglio debba ancora arrivare.
