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Sulla futura politica agricola Piemonte guida il Nord-Ovest

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TORINO. Una partita ancora tutta da scrivere, ma già carica di incognite. La futura Politica agricola comune 2028-2034 è stata al centro del seminario “Futura Pac. La Pac post-2027 alla prova dei fatti”, che ha riunito a Torino oltre 300 tra amministratori, tecnici e rappresentanti delle istituzioni europee. L’incontro, ospitato al Grattacielo della Regione Piemonte, è il primo di un ciclo di quattro appuntamenti itineranti promossi da Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta con il supporto di Crea e Rete Rurale Pac.

A presiedere i lavori l’assessore regionale Paolo Bongioanni, che ha lanciato la proposta politica: «Il Piemonte è disponibile a guidare il coordinamento delle Regioni del Nord-Ovest nell’interlocuzione con il Ministero e con l’Europa». Un passaggio che segna la volontà di fare sistema in una fase considerata cruciale per il futuro del comparto agricolo.

Il nodo principale riguarda la riforma della governance e delle risorse. La Commissione europea ha infatti ipotizzato l’introduzione di un fondo unico che accorperà diversi strumenti finanziari comunitari. Una scelta che, secondo le Regioni, rischia di ridimensionarne il ruolo. «Si fa concreto il rischio – ha sottolineato Bongioanni – che le Regioni vengano relegate a funzioni di mera attuazione. Dobbiamo invece rafforzare la governance multilivello per difendere i territori da un nuovo accentramento e da una burocrazia poco sensibile alle esigenze degli agricoltori».

Sul tavolo anche la questione delle risorse. La nuova Pac potrebbe contare su una dotazione complessiva di 294 miliardi di euro, in calo rispetto ai 387 miliardi della programmazione 2023-2027. Per l’Italia la stima si aggira intorno ai 41 miliardi, con 31 destinati al sostegno del reddito e quote più ridotte per sviluppo rurale e altre misure. Un quadro che alimenta preoccupazioni, nonostante l’ipotesi di integrazioni future.

Dal confronto è emersa una posizione condivisa tra le Regioni del Nord-Ovest, come ha evidenziato il direttore regionale all’Agricoltura Paolo Balocco: «È stato un primo momento significativo di dialogo. Abbiamo approfondito aspetti tecnici e posto criticità sulla governance del fondo unico. Resta una domanda centrale: saremo pronti a partire nel 2028 con un coordinamento efficace tra ministeri e territori?».

Le perplessità sono state raccolte anche dai rappresentanti della Commissione europea, che si sono impegnati a riportarle ai livelli decisionali.

Tra i temi più urgenti, il ricambio generazionale. «Rischiamo un’agricoltura senza agricoltori», è l’allarme lanciato durante il seminario. Le misure previste per i giovani non bastano, se non accompagnate da condizioni strutturali adeguate.

«Non ha senso incentivare nuove aziende in territori privi di servizi e infrastrutture – è stato osservato –. Serve un approccio integrato».

La strada indicata dal Piemonte punta a un modello che unisca produzioni di qualità, turismo ed enogastronomia. «Dobbiamo creare le condizioni per un insediamento sostenibile», è la linea emersa. Una sfida che intreccia politiche agricole e sviluppo territoriale, e che la nuova Pac sarà chiamata a sostenere in modo concreto.




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