Harry e Meghan di nuovo nella bufera: raccolte 33mila firme contro il loro viaggio extralusso in Australia pagato con i soldi pubblici
Ancora non sono partiti e già sono al centro di una nuova bufera. Stiamo parlando, neanche a dirlo, del principe Harry e di Meghan Markle, il cui imminente viaggio in Australia sta sollevando un polverone mediatico e politico. Gli australiani, infatti, non sembrano avere alcuna intenzione di finanziare la trasferta della coppia nel loro Paese. In vista dell’arrivo dei Duchi di Sussex, previsto per il mese prossimo, l’organizzazione per i diritti civili Beyond Australia ha lanciato una dura campagna, esortando i ministri a stabilire un limite invalicabile: nessun centesimo di fondi pubblici dovrà essere utilizzato per la logistica, le misure di sicurezza o qualsiasi altra spesa legata al viaggio.
La petizione e l’ombra della crisi economica
La mobilitazione ha preso forma attraverso una petizione su Change.org dal titolo inequivocabile: “Nessun finanziamento pubblico o sostegno ufficiale per la visita privata di Harry e Meghan in Australia“. Nella sola serata di ieri, le adesioni avevano già raggiunto quota 32.715 firme, un numero in costante crescita e proiettato a superare agilmente le 33.000 sottoscrizioni. Il gruppo promotore ha motivato la protesta sottolineando la natura prettamente commerciale dell’evento, che deve essere trattato rigorosamente come una visita privata. A pesare sull’indignazione popolare è soprattutto il delicato contesto economico, con i cittadini schiacciati da notevoli pressioni dovute all’aumento del costo della vita. Tra i rincari della spesa alimentare, l’impennata dei prezzi del carburante, le difficoltà legate ai mutui causate dal rialzo dei tassi di interesse e l’incremento dei costi energetici, Beyond Australia ribadisce che le risorse pubbliche devono essere utilizzate in modo responsabile e distribuite equamente, senza alcun trattamento di favore per individui di alto profilo.
Il nodo della sicurezza e il confronto col passato
Come riportato dal Daily Mail, la petizione è nata in un clima di forte confusione istituzionale. Per diverse settimane le autorità australiane, sia a livello federale che statale, si sono rifiutate di chiarire chi si sarebbe assunto la responsabilità economica per la sicurezza della coppia, alimentando le congetture su un possibile esborso da parte dei contribuenti. Solo in un secondo momento è arrivata la conferma ufficiale che il viaggio sarà interamente finanziato con fondi privati. La situazione appare radicalmente diversa rispetto all’ultima visita della coppia in Australia, risalente a sette anni fa. All’epoca, Harry e Meghan arrivarono in veste di membri a pieno titolo della Famiglia Reale, affiancati da un imponente team di sicurezza in ogni apparizione pubblica e ospitati con tutti gli onori a Kirribilli House, la magnifica residenza ufficiale del Governatore Generale a Sydney celebre per la sua vista mozzafiato sul porto.
L’effetto “Meg-stock” e i biglietti da 2.000 euro
Le polemiche sui fondi non sono però l’unica complicazione del viaggio. L’attenzione è tutta concentrata su Meghan Markle, presentata come l’attrazione principale di quella che è stata pubblicizzata come una vacanza di lusso di tre giorni, ribattezzata ironicamente dai media “Meg-stock” o “il weekend definitivo tra ragazze“. Il suo evento, intitolato “Her Best Life Retreat“, prenderà il via il 17 aprile in un hotel con vista su Coogee Beach e ha già registrato il tutto esaurito, attirando un pubblico di circa 300 persone disposte a pagare quasi 2.000 euro a biglietto. L’organizzazione ha previsto vantaggi esclusivi per chi ha acquistato i pacchetti VIP, garantendo posti in prima fila durante gli incontri e un’esclusiva foto di gruppo con la Duchessa in occasione del gala formale previsto presso l’Hotel InterContinental. Meghan figurerà come sponsor dell’iniziativa, sebbene non sia ancora noto a quanto ammonti l’esatto compenso che lei e il marito intascheranno per l’apparizione.
La corsa contro il tempo dell’hotel in costruzione
A fare da cornice all’esclusivo ritiro sarà una struttura che promette di inaugurare una nuova era di eleganza balneare, ma che al momento sta affrontando una serie di imbarazzanti contrattempi. L’hotel starebbe infatti correndo contro il tempo per raggiungere i propri elevati standard, presentandosi in gran parte ancora come un cantiere. La principale attrazione del complesso, una nuovissima piscina a sfioro con vista panoramica sul Mar di Tasman, risulta essere ancora in fase di costruzione. Una vera e propria sfida contro il cronometro per gli organizzatori e i costruttori, costretti a ultimare urgentemente anche la spa, il bar e la terrazza esterna dedicata al relax prima del taglio del nastro del chiacchieratissimo evento.
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