Figurine, nel “ce l’ho, mi manca” di Gravina scompare Panini: la Figc affida l’album della Nazionale a un’azienda estera (per soldi)
Un nome, un marchio, un mito nell’immaginario collettivo di adulti e piccini: l’album delle figurine è sempre stato Panini. In futuro – dal 2035 in poi – non lo sarà più, almeno per quanto riguarda la nazionale italiana: la FederCalcio con una mossa a sorpresa ha deciso di chiudere con lo storico fornitore ed affidare il prossimo contratto esclusivo a Topps, nota azienda specializzata in carte collezionabili che fa parte del gruppo internazionale Fanatics, piattaforma leader nel merchandising sportivo. Parliamo dei diritti per lo sfruttamento dell’immagine di squadre, giocatori, allenatori e loghi, grazie a cui nascono i famosi album di figurine. In questo caso non della Serie A, ma delle squadre sotto l’egida della Federazione, dunque la nazionale maschile, ma anche quella femminile, impegnate nelle varie competizioni internazionali, Europei e Mondiali (se ci qualifichiamo…). È una scelta commerciale importante, che non poteva passare inosservata. Non soltanto perché si tratta di un affare da svariati milioni a stagione, ma anche per i modi decisamente anomali con cui è avvenuta la svolta.
Il contratto è stato portato nell’ultimo consiglio federale, proprio alla vigilia dei decisivi spareggi per il Mondiale, senza che fosse nemmeno previsto nell’ordine del giorno: è stato inserito nelle comunicazioni varie, e approvato praticamente al buio. Nessuno ha potuto discuterlo e tantomeno vederlo. Quasi un provvedimento d’urgenza, insomma, che però non torna con le tempistiche. L’intesa partirà addirittura dal 2035, fra ben nove anni, quando il mercato potrebbe essere completamente diverso (e si spera anche l’attuale dirigenza del calcio italiano). Invece questa scelta riguarda il futuro a lungo termine della Federazione, impegnando nemmeno il prossimo consiglio federale ma quello successivo ancora, che verrà eletto nel 2032.
A farne le spese, un partner storico non solo della Federazione ma di tutto il calcio italiano, che accompagna il movimento da oltre 60 anni (infatti non sono mancati i malumori nell’apprendere la notizia). Estromesso dall’oggi al domani, senza nemmeno essere interpellato: pare infatti che Panini, a cui per altro era appena stato rinnovata la licenza fino al 2034, non sia stata proprio coinvolta nella gara. Non che il nuovo contratto non sia vantaggioso, anzi, è migliorativo rispetto al precedente (e include pure un generoso bonus alla firma). Ma Panini avrebbe potuto pareggiare l’offerta, o magari persino superarla: la competizione fa sempre bene al mercato. Invece la Figc è andata dritta su Topps.
La scelta, oltre che per motivi economici (ma come detto non sappiamo quanto avrebbe potuto mettere sul piatto Panini), si spiegherebbe in termini di posizionamento: Fanatics è partner ufficiale Uefa, di cui il n.1 della Figc, Gabriele Gravina, è anche vicepresidente. Soprattutto, Topps ha recentemente concluso accordi con tutte le principali Federazioni europee. La svolta nasce dunque dall’esigenza di allinearsi sul mercato agli omologhi continentali, per semplificare la riunificazione delle licenze in vista ad esempio degli album per gli Europei (per cui servono i diritti sia della Uefa che delle singole Federazioni; anche se, va ricordato, Panini rimane il licenziatario ufficiale Fifa). Il contratto, comunque, ha fatto e farà discutere, per tempi, modi e merito. La Figc è convinta di averci guadagnato. Il calcio italiano e il made in Italy forse un po’ meno.
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