Lo studente cinese Peng Huang trovato morto dopo due mesi in val di Funes: esclusa la valanga
Lo hanno trovato in posizione fetale, rannicchiato nella neve ai piedi della forcella de Mezdì, in val di Funes. Un dettaglio che racconta più di molte parole le ultime ore di Peng Huang, lo studente cinese classe 1997 scomparso da oltre due mesi durante un’escursione in montagna. È proprio da quella postura che gli uomini del Soccorso alpino dell’Alto Adige (Cnsas) fanno partire la loro ricostruzione: non una valanga, come inizialmente ipotizzato, ma una morte probabilmente legata a ipotermia o sfinimento. Il corpo, infatti, non presentava segni compatibili con un travolgimento diretto, pur trovandosi accanto a una massa nevosa staccatasi nei giorni precedenti.
Per settimane le ricerche non avevano dato esito. Le nevicate abbondanti avevano sepolto ogni traccia, rendendo di fatto invisibile il corpo anche ai soccorritori impegnati nelle operazioni. Solo il caso ha riaperto la vicenda: a segnalare la presenza sarebbe stato un animale selvatico che, scavando nella neve, ha attirato l’attenzione di alcuni scialpinisti di passaggio. Accanto al giovane è stata trovata anche una macchina fotografica. Un oggetto rivelatosi decisivo: attraverso le immagini, i soccorritori sono riusciti a ricostruire con buona probabilità il percorso seguito da Huang, aggiungendo tasselli importanti alla comprensione di quanto accaduto.
La conferma ufficiale dell’identità è arrivata in serata. L’abbigliamento e l’attrezzatura corrispondono a quelli dello studente scomparso, mettendo fine a un’attesa lunga e dolorosa per la famiglia. Già a febbraio la sorella e altri parenti erano arrivati dalla Cina in val Gardena, nella speranza di contribuire alle ricerche e ottenere notizie. Resta il silenzio della montagna e una dinamica che, pur delineandosi con maggiore chiarezza, conserva margini di incertezza.
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