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Март
2026

Nasce un dispositivo per aiutare gli autistici: l’idea di Manuel, un papà laureato in cybersicurezza

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C’è chi ha scelto di fare impegnarsi nella ricerca per creare innovazioni di cui la nostra società ha davvero bisogno. Come Manuel Tomasi,  ha inventato il dispositivo Sentinel bio, ossia un bracciare capace di controllare lo stato emozionale delle persone autistiche e per mantenerle in sicurezza. Un’iniziativa che nasce dal suo impegno intimo come papà di Marco, dodicenne trentino con disturbi dello spettro autistico: «È stato lo spirito genitoriale a spingermi a pensare a qualcosa di concreto per semplificare la nostra vita quotidiana».

Come riporta il Corriere della Sera, l’invenzione comprende un algoritmo che garantisce la prevenzione dei possibili picchi di stress o agitazione, mentre la struttura di comunicazione consente di attivare velocemente i soccorsi o un intervento laddove sia necessario. Tomasi vive nella Val di Cembra, in Trentino, con la famiglia e il figlio che passa il suo tempo libero nel verde dei vigneti: «La nostra è un’agricoltura eroica, in territori impervi e grazie al dispositivo riesco a controllare mio figlio anche se non lo vedo direttamente. Inoltre mi avvisa se deve andare in bagno durante la notte oppure se sta per avere una crisi mentre è in pulmino per andare alle terapie». Insomma, il Sentinel bio si configura come «un guardiano fedele per la quotidianità».

Nasce un dispositivo per aiutare gli autistici

Manuel si è laureto in cybersicurezza e tre anni fa ha iniziato il suo progetto solitario, sottolineando che «l’ostacolo principale è stato trasformare la natura umana in un algoritmo, in un codice matematico». Qualche giorno fa è riuscito a depositare il brevetto alla Camera di Commercio, provando una grande soddisfazione per il traguardo raggiunto: «È stato uno dei giorni più belli della mia vita con il matrimonio e la nascita dei miei figli. Come arrivare in cima all’Everest e ammirare il panorama». Poi ha raccontato qualche dettaglio del figlio: «Quando vede il secchio pieno di uva è la persona più contenta al mondo, e questo riempie di gioia anche me». Al momento, Marco sta frequentando la seconda media, ma il suo sogno è quello di continuare a far parte del settore rurale, tanto che ha già scelto di iscriversi all’istituto agrario.

Sebbene l’invenzione di Tomasi abbia un grande potenziale economico, lui ha deciso di rilasciare il brevetto alla fondazione trentina per l’autismo senza chiedere nulla in cambio: «Il presidente Giovanni Coletti sta facendo un lavoro straordinario di sensibilizzazione e ha appoggiato questo progetto sin dall’inizio. L’autismo non è buio ma luce, è un modo di vedere la realtà da un’angolazione diversa e il mio desiderio è che questo dispositivo possa migliorare la vita del maggior numero di famiglie».

L’idea di Manuel Tomasi non è solo digitale

La vigna di Manuel Tomasi ha accolto molto spesso ragazzi con il disturbo dello spettro autistico: «In collaborazione con la Cantina di Mezzocorona, organizziamo le giornate di vendemmia, insegniamo le tecniche di potatura e spieghiamo come si taglia l’erba». Insomma, il progetto è quello di perseguire un’idea agricola lontana dalle logiche di mercato: «Non ci interessa la produzione economica, ma quella sociale, generare un aiuto verso gli altri. La fioritura più bella non è quella che nasce sui rami, ma quella che sboccia sul volto dei ragazzi».

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