Gatti, droga e inchieste: il parroco di Bosconero è sparito
/bosconero
Don Mario Viano, 39 anni, originario di Rivalta, parroco di Bosconero e abate dell’Abbazia di Fruttuaria a San Benigno, è iscritto nel registro degli indagati. Dalla procura di Ivrea bocche cucite e nessuna indicazione sui reati ipotizzati. Dalla Curia, ancora meno. I telefoni – dal vescovo all’addetto stampa – suonano a vuoto. Nessuno risponde. E quando qualcuno lo fa, non riconoscendo il numero, cade la linea appena si fa il nome di don Mario. E allora restano i fatti. E gli indizi.
Durante alcuni controlli, affidati ai carabinieri forestali, pare dopo una segnalazione, i militari si sarebbero trovati davanti a un contesto quantomeno insolito. Ventisei gatti. Non trovatelli qualunque, ma Maine Coon, aristocratici del mondo felino, più abituati a passerelle che a canoniche di provincia. Vivevano lì, tra la sacrestia e le stanze private, in condizioni che – secondo gli accertamenti – sarebbero state tutt’altro che impeccabili. Tra lettiere maleodoranti e scatolette di dubbia nobiltà, sarebbe spuntato anche altro: dell’erba. Non erba gatta. Ma marijuana. Un elemento che, allo stato, non sembrerebbe però rappresentare il cuore dell’indagine.
Ma l’inchiesta esiste, è confermata e potrebbe ruotare sui gatti: valore mille euro a esemplare. E pare che molti parrocchiani se ne siano innamorati. Acquistandoli. I contorni, però, restano sfocati. E quando mancano questi, entrano in scena i racconti. Nei bar, nelle cene in famiglia, nei corridoi delle scuole. E qui la cronaca scivola lentamente verso la letteratura. Suggestioni. Nulla di più.
Sul piano concreto, invece, si torna al punto di partenza: un’indagine condotta da un nucleo specializzato dei carabinieri. Accertamenti mirati, sviluppi coperti dal massimo riserbo. Dopo il blitz, la diocesi eporediese pare abbia disposto la sospensione del sacerdote. Come si diceva, nessuna conferma. Quello che è certo è che don Mario non ha più celebrato. «Da Bosconero manca da 15 giorni» dice una negoziante la cui bambina che come altri trenta coetanei «rischia di non fare la prima comunione, prevista a breve». E attorno, un silenzio compatto.
Le parrocchie, nel frattempo, vengono gestite da altri, imbarazzati, sacerdoti. Perché, alla fine, è proprio questo che resta: una vicenda reale che ha già tutti gli elementi della fiction. Un parroco giovane, una canonica fuori dagli schemi, ventisei gatti di razza e una storia che, tra sacro e profano, continua a muoversi senza farsi afferrare.
E mentre qualcuno prova a ricostruire, qualcun altro – più semplicemente – aspetta. Che il silenzio, prima o poi, decida di parlare. Intanto, a Bosconero, più delle parole restano i sospetti. E una sensazione difficile da scrollarsi di dosso: che questa storia, come certi gatti, continui a muoversi nel buio. E a graffiare proprio quando pensi di averla capita.
