“Sono per la legalizzazione della cannabis. Ho faccia tosta, che è il contrario della diplomazia, non mi pare di aver mai fatto bandiere ideologiche del mio voto”: così Claudio Bisio
“Uno sbirro in Appennino”, in onda su Rai1 per quattro prime serate da giovedì 9 aprile e in anteprima con i primi due episodi su RaiPlay da martedì 7 aprile, vede al centro della scena Claudio Bisio. La serie mette in scena il ritorno del commissario Vasco Benassi (Bisio) nello scenario di Muntagò, immaginario paese d’origine del personaggio, che rappresenta l’intero Appennino. Il commissario, pur titolare di un curriculum di successi investigativi, ha commesso un errore che paga con un “punitivo” ritorno a casa. Ma le indagini che deve affrontare lo costringono a riprendere contatto con le sue radici e con le persone che si è lasciato alle spalle.
L’attore ha rivelato a Il Messaggero: “L’idea di farmi fare il poliziotto nasce da un cameo in Vivere non è un gioco da ragazzi (in Rai nel 2023, ndr). Mi hanno ritenuto credibile in divisa. Io non le amo, anche se ho un enorme rispetto per chi le indossa. Ma sono un figlio degli Anni 70. Mi sta chiedendo se mi si appiccicherà il ruolo addosso? Vediamo. Comunque meglio farlo ora, a 69 anni. Sono a fine carriera. Più fine che inizio”.
Poi ha aggiunto: “Ho faccia tosta, che è il contrario della diplomazia. E non mi pare di aver mai fatto bandiere ideologiche del mio voto. A Sanremo tutti si aspettavano che facessi la rivoluzione sovietica all’Ariston, e invece… avrò anche deluso qualcuno. Lo dichiaro: io sono per la legalizzazione della cannabis”.
Tra i progetti futuri il sequel di “Benvenuti al Sud”, film di successo del 2010 con Alessandro Siani: “Con Bonifacci (Fabio, sceneggiatore, ndr) ci stiamo provando. Dopo di noi ci hanno copiato in tanti e non è facile trovare qualcosa di nuovo da dire sui pregiudizi Nord-Sud. Per un attimo abbiamo pensato di fare Benvenuti al Centro”.
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