Le rivelazioni di Casey Stoner: “Mi sono ritirato dalla MotoGP perché c’era troppa elettronica, non mi divertivo”
Durante una cena tra leggende della MotoGP, tornata recentemente sotto i riflettori grazie alla pubblicazione del video ufficiale, uno dei momenti più intensi è stato il confronto tra Casey Stoner e Jorge Lorenzo. Al centro del dialogo, il ritiro improvviso dell’australiano nel 2012, una decisione che all’epoca colpì profondamente il paddock e segnò la fine di un’era condivisa anche con Valentino Rossi e Dani Pedrosa.
Più che una scelta dettata da paura o stanchezza, quella di Stoner emerge come una presa di posizione netta, quasi filosofica, sul senso stesso del correre. Ed è proprio incalzato da Lorenzo che l’ex campione del mondo chiarisce senza filtri la propria visione.
Alla domanda dello spagnolo, che prova a interpretare gli ultimi anni della carriera dell’australiano come un periodo più sofferto che appagante — “Ma quindi, in pratica, tu soffrivi più di quanto ti divertissi, negli ultimi anni” — Stoner corregge subito il tiro, spostando il discorso su un piano più profondo: “No, non è così. È solo che… a me piace godermi la guida, quindi voglio assaporare le sensazioni che si provano nel controllare la moto“.
Lorenzo insiste, cercando una spiegazione più concreta, quasi istintiva: “Ma quindi avevi forse paura di farti male?“. Ma anche qui la risposta è secca, definitiva, e soprattutto coerente con l’immagine di un pilota sempre lontano dai compromessi: “No, mai. Non ho mai avuto problemi in questo senso. No, no. Semplicemente non mi divertivo più con le moto“.
Il punto centrale arriva poco dopo, quando il maiorchino, quasi incredulo, riprende una sola parola — “Le moto?” — dando il via alla riflessione più lucida e disincantata di Casey. L’australiano mette a nudo il proprio rapporto con lo sport, svincolato da fama e denaro: “Mi dicevo che non fossi lì per diventare famoso o ricco. Volevo godermi quello che facavo e non riuscivo a fare quello che volevo. Non avevo più il controllo. Ero tipo… ‘C***o, c’è l’elettronica ovunque’. E mi sono detto: ‘Ok, ho chiuso’”.
