Добавить новость
ru24.net
World News in Italian
Апрель
2026
1 2 3 4 5 6 7 8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

ATP Montecarlo, Berrettini: “Ho giocato una partita perfetta”. E le “scuse” a Carlo Verdone…

0

Un match così, di sicuro non rientra nei piani di nessuno giocatore, indipendentemente dal lato del campo in cui ci si trova. Probabilmente neanche il più intraprendente tra gli scommettitori avrebbe ipotizzato un risultato del genere. O forse sì. Vista la rapidità delle informazioni sul tema, lo si scoprirà attraverso qualche più o meno recondito canale social. Matteo Berrettini batte Daniil Medvedev per la prima volta in carriera e già questo basterebbe, ma riuscirci con un doppio 6-0 è molto di più: è la prima volta in carriera per l’azzurro, ed è la prima volta per Medvedev a subirlo. Un incrocio di prime volte che rende la giornata ancora più speciale, ancora più difficile da spiegare.

“Forse che vivo qua?” sorride Matteo in mix zone e non potrebbe essere altrimenti:“Sicuramente è una giornata speciale perchého giocato una partita perfetta, ho giocato molto molto beneSapevo di poter vincere, sapevo di poter giocare a un livello molto alto, ma non mi aspettavo un risultato così. Un risultato così appunto non è mai successo. Sono molto orgoglioso di come ho giocato, di come sono entrato in campo, di come ho tenuto la concentrazione.

Perché anche dentro un 6-0 6-0 ci sono momenti chiave, passaggi invisibili che spostano l’equilibrio. All’inizio, per esempio. “All’inizio hai avuto due palle break contro, il tennis è questo: se avessi preso break magari lui si sarebbe sentito più in fiduciaFin dall’inizio ho sentito che la palla mi usciva molto bene dalle corde e che lo mettevo in difficoltàSulla terra non è semplice, perché un break o due break a volte non bastano, invece ho continuato a fare le mie cose”.

Aggressività, servizio e atteggiamento: il piano perfetto esiste

 “Sapevo che per me era importante essere aggressivo, non lasciare troppo il pallino del gioco in mano a lui. Una scelta precisa, quasi obbligata: Dovevo essere io quello che comandaUn conto è farlo iniziare comodo con la seconda, un conto è metterlo in difficoltà con la primaEssere aggressivo giusto, non esagerare.

E infine l’atteggiamento, la base di tutto: Ci eravamo chiesti di avere un’energia alta a qualsiasi tipo di punteggio, a qualsiasi tipo di difficoltàÈ sembrata una partita in discesa, ma lo è stata perché ho lavorato molto bene per farloDevi avere fiducia, sapere che quello che stai facendo pagherà, spiega, ma non basta. Allo stesso tempo avere un pochino di paura che qualcosa possa cambiare ti aiuta a stare concentrato.

E poi c’è la lettura della partita, quella sensazione che arriva da dentro il campo: Credo che a un certo punto lui non sapesse più dove giocare. “È quella che avevo avuto io contro di lui in passato, quando non sai bene come vincere il punto. È successo in ATP Cup nel 2021, in un match perso proprio con Daniil; guardavo Vincenzo (Santopadre n.d.c.) e gli chiedevo cosa fare e lui non sapeva cosa dirmi”.

Lo slice e le soluzioni: quando tutto funziona

Dentro una prestazione così completa c’è anche la varietà, la capacità di trovare sempre una soluzione. Lo slice è un’arma che alcune volte funziona di più, alcune volte di meno, spiega. Ma oggi è stato decisivo: Con lui è stato importante, perché non ha quella velocità di braccio per cambiare ritmoAnche il rovescio coperto è stato molto molto solido.

Alla fine resta il risultato, ma fino a un certo punto. Perché come dice lo stesso Berrettini: Il punteggio conta il giusto: che sia 6-0 6-0, 6-1 6-1 o 6-2 6-2 cambia pocoLa cosa più bella è che mi sono divertito, che ho giocato bene e che ho l’opportunità di giocare un’altra partita su questi campi”. 

Il messaggio dal campo e quel “Scusa Carlo V.”

E poi c’è spazio anche per un momento più leggero, quasi surreale, che racconta bene il clima di fine partita. Appena chiuso il doppio 6-0, Matteo Berrettini ha scritto sulla telecamera “Scusa Carlo V”, lasciando tutti per un attimo a chiedersi il perché di quel messaggio.

La spiegazione è arrivata subito dopo, ai microfoni di Sky, con il sorriso di chi sa di aver fatto qualcosa di speciale: So che Carlo Verdone fa il tifo per me e per Medvedev, che è il suo giocatore preferito, e non so oggi per chi ha tifato, quindi gli ho chiesto scusa.

Un riferimento tutt’altro che casuale. Negli ultimi giorni, infatti, è diventata virale l’amicizia tra l’attore romano e Daniil Medvedev, raccontata dallo stesso Verdone durante il podcast Supernova di Alessandro Cattelan. “Ci sentiamo spesso prima delle sue partite, cerco di dargli un po’ di carica”, aveva spiegato, confessando anche il suo debole per il russo e per quel suo tennis “sbilenco”, fuori dagli schemi.

Un rapporto nato a Roma e diventato via via sempre più stretto, tra messaggi, stima reciproca e una maglia autografata regalata da Medvedev con dedica speciale. Fino agli auguri pubblici del tennista per il compleanno dell’attore, definito “fantastico”.

E allora sì, in mezzo a una partita perfetta e a un risultato storico, c’è stato spazio anche per questo.




Moscow.media
Частные объявления сегодня





Rss.plus
















Музыкальные новости




























Спорт в России и мире

Новости спорта


Новости тенниса