Salvini smentisce lo stop ai fondi per il Piano Casa, ma al balletto delle cifre corrispondono zero azioni
Lo scorso 25 marzo scrivevo un post su questo blog basato sulle dichiarazioni rese all’Ansa dal presidente di Federcasa Buttieri, nel corso di un Convegno ad Udine sulla rigenerazione urbana, nel quale sosteneva che il governo a causa delle vicende internazionali e in particolare della guerra all’Iran aveva deciso di sospendere l’emanazione di un decreto che stanziava 970 milioni di euro per recuperare 60.000 case popolari inutilizzate per mancanza di manutenzioni.
Quella notizia data dall’Ansa il 20 marzo non è mai stata smentita da Federcasa e neanche ripresa da alcun organo di informazione, salvo il post del 25 marzo, data nella quale non era giunta alcuna smentita.
Dopo due giorni dalla pubblicazione del post, e dopo una settimana dal lancio di agenzia Ansa, il 27 marzo, con un comunicato pubblicato sul sito di Federcasa, il presidente Buttieri con esplicito riferimento al mio post affermava che le sue dichiarazioni erano state travisate – ovviamente, a suo dire, dall’intervento sul blog. Una non-smentita in quanto, in realtà, il Presidente di Federcasa avrebbe dovuto casomai fare riferimento alle dichiarazioni diffuse dall’Ansa e smentire quindi l’agenzia di stampa che ha riportato le sue dichiarazioni.
Infine il 7 aprile buon ultimo, dopo circa 20 giorni dal lancio Ansa e dopo circa due settimane dalla pubblicazione del post, arriva Salvini che annuncia: “Nessun taglio ai fondi per il recupero delle case popolari da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”. Salvini non si limita solo a smentire la sospensione dei fondi, ma come sua cultura comunicativa e per l’ennesima volta annuncia che è in preparazione il decreto legge che recherebbe le famose risorse per il recupero delle 60.000 case popolari. Anzi afferma che sta cercando ulteriori risorse per un Piano casa più ampio.
Che dire? Non si può che prendere atto delle dichiarazioni. Da segnalare comunque il fatto che Salvini ripropone l’impegno a finanziare il recupero di 60.000 case popolari, in un contesto di annunci che spostano sempre in avanti nel tempo l’emanazione dei provvedimenti. Come non evidenziare che il famoso decreto legge che conterrebbe il piano casa è da un anno che viene annunciato e che, da oltre un mese, si attende che questo decreto legge sia inserito nell’ordine del giorno in Consiglio dei Ministri?
In attesa di fatti concreti continuerò a seguire la vicenda, niente affatto chiarita né conclusa.
Come non evidenziare, altresì, il balletto di risorse che vanno dai 15 miliardi di euro dichiarati dalla Presidente del Consiglio agli 8 miliardi di euro dichiarati dal Ministro Foti e ai 1,2 miliardi di euro paventati da Salvini per il Piano casa? Per ora la somma degli annunci fa zero. Zero risorse stanziate. Zero programmi. Zero case popolari. Zero piano strutturale di edilizia residenziale pubblica e sociale.
Le uniche caselle che continuano a riempirsi sono quelle del numero, in aumento, delle famiglie in graduatoria, quelle delle famiglie che subiscono sfratti, anche queste in aumento; quelle delle famiglie, in aumento, in povertà assoluta e in affitto. Questi non sono annunci ma persone in carne ed ossa preda di una precarietà abitativa, vera cifra della politica abitativa strutturale del governo. Restiamo in attesa di leggere e commentare il desaparecido piano casa e la reale quantificazione delle risorse a esso effettivamente destinate.
Intanto i fondi della finanza immobiliare di Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti, con decine di miliardi di euro, si apprestano a mettere mano e attuare quel piano casa sconosciuto a parlamento e sindacati inquilini, ma a loro ben noto. Intanto ascoltiamo annunci dilatori e smentite che non smentiscono nulla. Del resto Salvini sono tre anni che annuncia l’avvio dei lavori dell’inutile ponte di Messina.
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