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“Deve morire in pace, abbiamo fatto tutto il possibile”: finiscono definitivamente le speranze di salvataggio per Timmy, la megattera intrappolata nel Baltico

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Per giorni è bastato un movimento della coda a tenere viva la speranza. Ora quella speranza è finita: Timmy, la megattera intrappolata nel Mar Baltico non può più essere salvata. Le autorità del Meclemburgo-Pomerania Anteriore hanno deciso di interrompere ogni tentativo di recupero. Le condizioni dell’animale sono troppo gravi, e intervenire significherebbe soltanto prolungarne la sofferenza. “Le analisi scientifiche attualmente disponibili delineano un quadro inequivocabile: la balena è gravemente ferita e in condizioni di forte debilitazione”. Sul corpo sono state riscontrate “lesioni cutanee e segnali compatibili con traumi interni”, elementi che “non consentono più di ipotizzare un intervento di salvataggio con esito favorevole”. La megattera respira ancora, ma non si muove più.

L’esemplare, un maschio lungo circa dieci metri e dal peso stimato intorno alle dodici tonnellate, si era arenato nei bassi fondali di Niendorf, al largo della costa di Timmendorfer. Fin dai primi momenti si era attivata una macchina complessa di soccorsi: volontari, squadre specializzate e autorità locali hanno tentato ogni strada possibile. Sono state rimosse le reti da pesca in cui era rimasto impigliato, si è cercato di mantenerne il dorso idratato con onde artificiali, di scavare un canale per aumentare la profondità dell’acqua e di orientarne la testa verso il largo con l’aiuto di draghe e imbarcazioni.

Per un attimo, quegli sforzi avevano dato un segnale: la balena si era mossa. Poi un nuovo arenamento, vicino all’isola di Poel, e da lì un rapido peggioramento. Le ultime valutazioni sanitarie hanno portato allo stop definitivo. “Un intervento è giustificato solo quando esiste una concreta possibilità di migliorare la condizione dell’animale”, ha spiegato il ministro Till Backhaus. “Tentare un salvataggio privo di reali prospettive significherebbe soltanto prolungarne la sofferenza, in contrasto con i principi di tutela del benessere animale”. Una posizione condivisa anche dagli esperti sul campo: “Un trasporto sarebbe estremamente stressante, e rischierebbe di morire per lo stress. Va lasciata tranquilla, deve morire in pace”, ha dichiarato la veterinaria Stafenie Gross. Anche perché le condizioni ambientali rendono impossibile qualsiasi manovra efficace: la balena si trova in appena un metro e quaranta d’acqua, mentre per muoversi autonomamente ne servirebbero almeno due.

Le polemiche

Intorno alla vicenda, però, non si spengono le polemiche. C’è chi accusa le autorità di non aver fatto abbastanza. “Lavoriamo giorno e notte solo per aiutare la balena, abbiamo fatto tutto il possibile”, replica Backhaus. E nella nota ufficiale il ministero prova a spostare lo sguardo oltre il caso singolo: “Comprendiamo quanto il destino di questo singolo esemplare susciti emozione e partecipazione”. Ma è “su questi fattori che occorre concentrare gli sforzi se si vuole garantire una reale protezione delle balene nel lungo periodo”.

Perché dietro la storia di Timmy ci sono cause ben più ampie: inquinamento marino, traffico navale, rumore subacqueo che interferisce con l’orientamento dei cetacei, riduzione delle risorse alimentari dovuta a una pesca intensiva e spesso poco regolamentata. Così, mentre il dibattito resta acceso, nel Baltico rimane un corpo immobile e un respiro sempre più debole. E una speranza che, questa volta, non tornerà a muoversi.

L'articolo “Deve morire in pace, abbiamo fatto tutto il possibile”: finiscono definitivamente le speranze di salvataggio per Timmy, la megattera intrappolata nel Baltico proviene da Il Fatto Quotidiano.




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