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Regione, per il dopo Chiorino una infuocata sfida a due

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TORINO. Ore decisive per la sostituzione di Elena Chiorino. Il confronto è ormai definito e corre su due nomi: Daniela Cameroni, profilo tecnico e considerato affidabile nella gestione delle deleghe, e Carlo Riva Vercellotti, capogruppo in Regione e candidato di peso politico e territoriale. Due opzioni diverse, due visioni interne a Fratelli d’Italia, con il verdetto finale che arriverà da Roma. A far saltare gli equilibri è stata la vicenda che ha travolto l’ex assessora. La partecipazione societaria in una bisteccheria romana, condivisa con Andrea Delmastro, non ha mai configurato profili di illecito, ma ha generato un cortocircuito politico evidente.

Il problema non è stato ciò che era vietato, ma ciò che non era più sostenibile: il sovrapporsi di un ruolo pubblico con un’attività privata legata a un esponente di primo piano dello stesso partito. Da lì la sequenza è stata inevitabile. Prima il passo indietro dalla vicepresidenza, poi le dimissioni definitive dalla giunta. Una scelta formalmente volontaria, ma resa necessaria da una pressione politica crescente e da un clima che aveva reso la posizione indifendibile. Il presidente Alberto Cirio ha tracciato una linea netta: nessun rimpasto, solo una sostituzione. «Ci sono interlocuzioni piacevoli anche al di là del lavoro - spiega il Governatore - con i vertici di Fratelli d'Italia. È anche un metodo che io ho scelto dal primo giorno, quello di interfacciarmi direttamente con l'onorevole Donzelli e con Arianna Meloni (attesa a Torino lunedì 13 ndr). Con loro abbiamo già fatto i passaggi della giunta all'inizio, e facciamo i vari passaggi, ma in un clima di grande serenità e di condivisione». Cameroni rappresenta una soluzione più lineare e meno divisiva, mentre Riva Vercellotti incarna una scelta politica capace di riequilibrare anche il peso territoriale.

Ma la decisione finale dovrà tenere insieme consenso, gestione delle deleghe e prospettiva. Ed è proprio sulle deleghe che si gioca una parte decisiva. Lavoro, formazione, welfare e partecipate costituiscono un blocco strategico, dove si incrociano risorse e consenso. Accorparle o dividerle significa ridisegnare il baricentro dell’assessorato.




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