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Carlos Alcaraz: “Ruberei due colpi a Jannik Sinner. E’ migliorato nella smorzata, forse guarda i miei video”

Semifinale centrata, 300ª vittoria nel circuito maggiore e sensazioni in netta crescita: il venerdì di Carlos Alcaraz al Monte-Carlo Country Club ha il sapore della conferma. Un anno dopo, lo spagnolo torna tra i migliori quattro nel Principato travolgendo Alexander Bublik per 6-3 6-0 in appena un’ora, firmando un successo rotondo – il numero 300 in carriera a livello ATP – nel primo confronto diretto con il kazako, rimasto in partita solo fino a metà del primo set.

In conferenza stampa, Alcaraz si concede con il sorriso di chi ha raggiunto un traguardo importante senza perdere di vista la strada. Alla domanda sulle tre vittorie più significative, non ha dubbi: “La prima è sempre speciale: direi la mia prima vittoria ATP. Sì, contro Albert Ramos a Rio nel 2020. Poi direi la finale del Roland Garros. E la prima vittoria contro Djokovic: direi che queste sono le mie tre preferite“, ha spiegato, evocando anche il successo contro Nole tra i momenti chiave della sua giovane carriera.

Proiettato già alla semifinale, lo spagnolo ha parlato di Valentin Vacherot, che in maniera incredibile ha dato un seguito alla sua settimana nel Principato: “La sua storia è impressionante e ovviamente avrà tantissime motivazioni giocando in casa. Ha vinto grandi partite in questo torneo. Non ci ho mai giocato contro, ci siamo allenati una volta a Indian Wells, ma so che è un avversario molto duro“.

La prestazione contro Bublik ha dato segnali incoraggianti soprattutto sul piano della continuità, aspetto su cui Alcaraz insiste: “Direi che ho giocato una grande partita, davvero solida. Ho espresso un ottimo tennis dal primo all’ultimo game, cosa che nelle partite precedenti non mi era riuscita: magari dominavo e poi perdevo il feeling, permettendo all’avversario di rientrare. Oggi ho fatto un passo avanti: non gli ho lasciato giocare il suo tennis e ho cercato di essere efficace in ogni game, in ogni colpo, in ogni punto. Sono davvero molto contento“.

Non manca un passaggio sul tema “drop shot”, ormai marchio di fabbrica di Alcaraz, e sull’evoluzione di Jannik Sinner: “Non so se guardi i miei video, ma ho visto che sta usando molto di più la smorzata ed è davvero efficace. Si vede che ci ha lavorato, ma adesso sembra naturale per lui: può diventare un’arma importante. Non sono preoccupato, anzi: è bello vedere che prova cose diverse per migliorarsi. Questo mi spinge a fare ancora meglio, soprattutto se dovessimo affrontarci in futuro. Vedremo come la userà nei momenti di pressione, ma al momento la esegue davvero bene”.

E se c’è qualcosa da “rubare” al rivale altoatesino, Alcaraz non esita: “Ci sono un paio di cose. Le transizioni da difesa ad attacco, il modo in cui approccia la palla e diventa aggressivo: è incredibile, sembra colpire sempre lo sweet spot della racchetta. È qualcosa che guardo spesso. E poi il servizio: è migliorato tantissimo negli ultimi mesi. È un aspetto su cui voglio crescere anch’io, quindi cerco di capire cosa ha cambiato per adattarlo al mio gioco“.




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