Jannik Sinner spazza via (ancora!) Zverev e si regala la prima finale a Montecarlo
Jannik Sinner, per la prima volta nella sua carriera, raggiunge la finale al Masters 1000 di Montecarlo. Per la seconda volta consecutiva, dopo il 2025 di Lorenzo Musetti, la bandiera tricolore sarà su uno dei due lati del campo domani al Country Club, dove Alexander Zverev può far poco di fronte a una performance mostruosa, da 9.6 di performance rating, del numero 2 del mondo. 6-1 6-4 il punteggio in un’ora e 22 minuti: adesso resta solo l’attesa per l’avversario, uno tra Carlos Alcaraz e Valentin Vacherot, il rivale per il numero 1 o il monegasco che sta vivendo un sogno.
Più che un set, il primo assomiglia a una vera e propria lezione di tennis da parte di Sinner. Jannik, infatti, neutralizza praticamente qualunque cosa possibile: in risposta è implacabile e mette subito a segno il break, per poi realizzarne un secondo pochi minuti dopo. Di fatto, la cosa più preoccupante per il numero 2 del mondo è un fazzoletto che cade dalla tasca nel corso del terzo gioco. Dal dritto alle palle corte, dalle rincorse contro le smorzate di Zverev alla capacità di disegnare il campo, tutto in Sinner fa capire che siamo di fronte a una performance più che dominante. Il 6-1, che arriva in 34 minuti, giunge con un dato impressionante, almeno secondo gli algoritmi dell’ATP: performance di 9.9 con il dritto.
Nel secondo parziale le cose, tutto sommato, tornano ad assomigliare più relative a un incontro di tennis con qualcosa in palio che a un predominio di un solo giocatore. Zverev inizia a servire più efficacemente, riesce anche a tirarsi fuori da un paio di situazioni non completamente felici e a trovare costanza, il che si traduce in equilibrio permanente fino alla metà abbondante del set. Nel frattempo su Montecarlo spunta anche il sole, e il numero 3 del mondo esce da un game complicato (15-30 e vantaggi) per archiviare il 4-4. Sinner risponde, per andare sul 5-4, con un dritto vincente tagliato che solo in pochissimi sono in grado di fare. E, stavolta, i due match point arrivano con un rovescio lungolinea in recupero di quelli superbi. Come superbo è il dritto vincente che regala a Jannik la prima finale a Montecarlo.
C’è un’altra striscia tra le tante di Sinner che va rimarcata, al di là di numeri che oggi hanno del disumano (20/23 con la prima, per punti vinti, e 12/16 con la seconda). Si tratta dei 16 match Masters 1000 vinti nell’anno, una partenza che non si vedeva dal Novak Djokovic versione 2015 (che si fermò a 25). Inoltre, il serbo, Federer (2006) e Nadal (2011) erano stati gli unici, dall’introduzione dei 1000 datata 1990, a raggiungere le finali di Indian Wells, Miami e Montecarlo. Questo prima di Jannik.
