C’era una volta un comico ingenuo che elencava le balle di Berlusconi
Negli anni ruggenti del berlusconismo un comico ingenuo elencava in scritti e monologhi le balle di Silvio sperando che la gente traesse le dovute conseguenze. Una volta, davanti al cancelliere Schröder e ai giornalisti di tutto il mondo, Berlusconi disse una frase contro l’Islam; ma il giorno dopo, siccome tutto il mondo s’era indignato, replicò: “Non l’ho mai detto”. Quel comico commentò: “Approfittatene! La prossima volta che incontrate Berlusconi potete dargli della testa di cazzo. ‘Berlusconi, lei è una testa di cazzo!’ ‘Come si permette?’ ‘Non l’ho mai detto!'” (Chissà perché quel comico non è più in Rai. Per fortuna c’è rimasto Bruno Vespa).
Ballista spudorato, a un certo punto Berlusconi arrivò alla smentita incorporata. 13 marzo 2009: “Oggi il presidenzialismo potrebbe garantire la maggior rapidità di cui c’è bisogno”. E un minuto dopo: “Non ho mai parlato di presidenzialismo”. Studenti e professori protestano contro la Gelmini? Berlusconi va in tv a dire: “Darò al ministro degli Interni istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine”. Scoppiano le polemiche. Il giorno dopo Berlusconi smentisce: “Non ho mai detto né pensato che la polizia debba entrare nelle scuole”. Tutti si incazzano per la presa per il culo; l’indomani Berlusconi smentisce la smentita: “Non ho cambiato giudizio”. Freud, nell’aldilà, fece spallucce: “Anche se fossi vivo, non potrei aiutarlo”.
Alla fine divenne evidente a tutti che Berlusconi mentiva come respirava. Anche perché, ogni volta che giurava sulla testa dei suoi figli, a Piersilvio prendeva fuoco un orecchio.
Le bugie di Berlusconi si confondevano facilmente con le altre mille gradazioni della realtà: le Olgettine, la lettera di Veronica a Repubblica (“Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”), l’intervista di Silvio da Vespa (“Non frequento minorenni”: due giorni dopo spuntava il caso Noemi Letizia); le foto a seno nudo di Veronica sulla prima pagina di Libero come rappresaglia; i servizi di Chi su Silvio a mo’ di cinegiornale Luce sul duce; il fondotinta, il lifting; All Iberian; la legge che depenalizzava il falso in bilancio; ecc. ecc. Ma era chiaro che fosse un farabutto ancora prima che gli intestassero un aeroporto e lo iscrivessero al Famedio.
E così quel comico dovette rendersi conto che elencare le balle di Berlusconi era una pura perdita di tempo: gli italiani votavano il mascalzone proprio perché era un mascalzone! Tuttavia quel comico continuò ad aggiornare la lista delle balle, se non altro perché un giorno non si dicesse che in Italia erano tutti complici.
Anche per questo vanno elencate le balle dette dalla Meloni in Parlamento dopo il referendum. Lo ha fatto questo giornale: non è vero che la riforma Nordio non fosse contro la magistratura; non è vero che abbia chiesto le dimissioni di alcuni membri del governo per anteporre l’interesse della Nazione; non è vero che la sua posizione sull’Iran sia la stessa dei principali Paesi europei (col suo indefesso appoggio a Trump, l’Italia è slittata dall’ancillare al superfluo, a differenza della Spagna di Sanchez); non è vero che le famiglie abbiano recuperato il potere d’acquisto perduto; non è vero che la sua misura contro gli aumenti dei carburanti abbia funzionato; non è vero che abbia aumentato i finanziamenti alla sanità (l’inflazione rende quell’aumento nominale, di fatto, un definanziamento); ecc. ecc.
La bugiardella della Garbatella si conferma, insomma, una sparaballe da competizione. (E questo è niente: ieri il suo governo ha rinnovato la cooperazione militare fra Italia e Israele, lo Stato genocida. In attesa della nuova Norimberga al tribunale dell’Aja, qualcuno spieghi alla madre cristiana cos’è il karma.). Del resto, a quante cose sbagliate ci hanno fatto credere, da quando siamo al mondo?
Cose sbagliate a cui ci hanno fatto credere
184) Non è vero che Bruno Vespa è ormai così vecchio che la sua unica soddisfazione sessuale è quando lo perquisiscono agli aeroporti.
L'articolo C’era una volta un comico ingenuo che elencava le balle di Berlusconi proviene da Il Fatto Quotidiano.
