È morto l’editore Gianni Iuculano, una vita per i libri: aveva 82 anni
Pavia. «Era una valanga, un fiume in piena, sempre pronto alle novità». Francesco Iuculano ricorda così il fratello Gianni, noto editore pavese, scomparso martedì pomeriggio all’età di 82 anni. Negli ultimi giorni era ricoverato all’ospedale San Matteo per una polmonite. Ieri sera è stata celebrata la messa di suffragio, mentre sabato ci sarà il funerale. Siciliano di famiglia, Gianni Iuculano ha trascorso gran parte della sua vita tra Pavia e la provincia.
«Lo ricordo come un personaggio straordinario – racconta il fratello – un intellettuale come ce ne sono pochi, ma anche un uomo pieno di amicizie, che per lui erano una cosa sacra». Soprattutto nel mondo della cultura, tra cui Mino Milani, Marco Galandra, Luigi Casali e Walter Vai. Con alcuni di loro, da giovane, si trovava nei bar del centro a giocare a bridge – «tipico gioco da intellettuali» –, poi prendeva la macchina e guidava fino a Genova per trascorrere il fine settimana.
La sua passione erano i libri. Manuali scientifici ma anche romanzi. Tant’è che, dopo una breve parentesi di studi universitari in Matematica, Gianni si è subito buttato sull’editoria: «Ha lavorato per Alberto Peruzzo Editore, che pubblicava enciclopedie, prima di spostarsi alla Vallardi di Como. Poi è tornato a Pavia, tra gli scaffali della De Agostini di piazza Emanuele Filiberto». Negli anni ha lanciato la sua casa editrice “Gianni Iuculano Editore”, specializzata in testi sulla storia di Pavia, come “Pavia. Città fortezza” di Marco Galandra e “La Battaglia di Pavia” di Luigi Casali e Galandra. Ha anche aperto una libreria, in via Taramelli: quattro dipendenti e un via vai continuo di studenti e bibliofili. «Oggi quel negozio c’è ancora ma la serranda è chiusa: l’attività è cessata quando lui ha smesso».
Non solo libri. «Era un amante delle macchine, ne cambiava una ogni sei mesi –dice – Ebbe una Daffodil, una Pallas, una Citroen sportiva, una Mini Moke, una Lancia Cabriolet...». Non era sposato e non aveva figli. Ma la compagnia umana non gli è mai mancata: «Era una persona votata all’amicizia».
