Single nell’era digitale? Tra ghosting, app deludenti e like a vuoto, i giovani tornano all’analogico: dai volantini ai pitch tra amici, e persino… A messa
Tra paywall, delusioni e ghosting, le app di dating hanno iniziato a essere più un peso che un’opportunità per chi è single. Una specie di arena per gladiatori, con molti rischi e poche possibilità di successo. Da anni si parla di dating fatigue, cioé dello stress legato alle piattaforme di incontri, che iniziano a perdere terreno. Eppure il numero di single aumenta, e il desiderio di connessione anche: ma dove si incontra oggi un potenziale partner? Millennial e GenZ hanno iniziato a essere creativi tornando …all’analogico. Volantini, biglietti da visita, presentazioni in PowerPoint al posto di match e siti d’incontri. E, quando proprio non si sa più che santo pregare, rimane un unico posto in cui andare: a messa.
Stanchi di cercare l’anima gemella attraverso uno schermo, i ragazzi sono tornati a un grande classico: il passaparola tra amici, nei bar o al pub. Ma stavolta, in grande stile: con le slide. Negli Stati Uniti, in Australia e nel Regno Unito esistono già vari format – “Pitch A Friend” o “Date My Mate” – che si stanno affermando anche in Europa, e funzionano tutti più o meno allo stesso modo. Basta un amico di buona volontà, disposto a fare una presentazione con foto, punti di forza e curiosità della persona single che vuole “proporre” al locale. Un po’ di ironia non guasta: lo scopo è incuriosire i potenziali single tra il pubblico e combinare almeno un primo appuntamento.
Questi eventi vengono pubblicizzati sui social, ma per entrare serve un biglietto: Pitch and Pair, account da oltre 50.000 follower, organizza eventi del genere a New York e Chicago, dedicando serate alla comunità LGBTQ+. Visto il successo ottenuto negli Stati Uniti, Pitch-A-Friend ha organizzato serate a Barcellona, Oslo, Edimburgo e Trondheim. Ed è solo questione di tempo prima di vedere eventi simili a Milano o Roma.
Connessioni IRL
Questo tipo di serate si inserisce in un mercato fiorente di attività “IRL”, cioè “nella vita reale”, che riuniscono sconosciuti, come ComeHome o MeetUp: un modo per fare nuove amicizie o semplicemente passare una serata in compagnia, specialmente quando ci si trasferisce in una nuova città. Perfino WeRoad, punto di riferimento per i viaggi di gruppo (dove sono nate moltissime coppie e perfino famiglie, come vi avevamo raccontato) ha lanciato WeMeet, un’app di eventi per “connettersi con nuove persone nella vita reale” senza dover prendere un aereo. Ci si ritrova per un drink, per una cena, per correre insieme o per fare yoga e magari si torna a casa con un numero di telefono in più. O, almeno, con la gioia di aver passato una bella giornata in compagnia.
Visto che è impossibile fare a meno dei social, e c’è chi ha deciso di usarli come “bacheca per cuori solitari” in modo creativo. La pagina Instagram Hot and Single, per esempio, pubblica brevi video di persone di ogni età che cercano l’anima gemella, specificando la città in cui abitano (per ora solo negli Stati Uniti). Ai suoi 43mila follower promette: “Abbiamo già combinato quattro matrimoni, il prossimo potrebbe essere il tuo”. Certo, nell’era dell’AI il rischio di truffe e falsi è dietro l’angolo, ma idealmente non siamo molto lontani dalle matchmaker del film Material Love. La domanda sollevata è la stessa: a chi (o a cosa) siamo disposti ad affidarci pur di trovare l’amore?
C’è anche chi preferisce l’autopromozione: sempre più content creator, su Instagram e TikTok, si mostrano indaffarate a distribuire volantini o biglietti da visita. Non per promuovere il loro business ma loro stesse: foto, descrizione e, al posto dei contatti, QR che rimanda direttamente al profilo social. Ci sono perfino ragazze che mettono in borsa una foto dell’amica single, pronte a sfoggiarla di fronte a un potenziale buon partito (un po’ come avrebbe fatto una solerte prozia trent’anni fa). È probabile che molti di questi contenuti siano solo un modo facile per generare like e interazioni, e non rispecchiano ciò che accade nella realtà. Ma comunque, hanno centrato un punto: in un momento storico in cui la vita digitale ha invaso ogni aspetto di quella reale, è fondamentale tornare a interagire con altri esseri umani. Di persona. Senza la mediazione di uno schermo. Accettando – nei limiti della gentilezza e del rispetto reciproco – il rischio di una gaffe, di un rifiuto o di un momento di imbarazzo. Le generazioni più giovani fanno sempre più fatica a costruire relazioni autentiche: è diventato strano parlarsi al supermercato, in palestra, perfino bussare ai vicini di casa.
Riscoprire la comunità… e l’amore… in chiesa
Ma è proprio quel senso di comunità che sempre più persone cercano, anche in luoghi inaspettati come …la chiesa. Il Washington Post ha documentato un controesodo dalle messe: molti giovani tornano a frequentare la parrocchia sperando di trovare risposte in tempi di profonda incertezza, conforto in un’epoca di solitudine, bellezza e significato nell’era della realtà artificiale. Ma, secondo molti intervistati, è anche uno spazio di incontro fisico dove conoscere un potenziale partner con gli stessi valori. Le nonne, per una volta, approvano.
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