Hormuz, spaccatura Pd: Delrio frena Schlein e apre a Crosetto
Spaccatura nel Pd sulla missione nello stretto di Hormuz: mentre Elly Schlein chiude alla proposta del governo e guarda esclusivamente all’Onu, Graziano Delrio apre alla linea del ministro Guido Crosetto. Il responsabile della Difesa del governo Meloni ha detto nelle scorse ore che anche se non ci dovesse essere l’egida dell’Onu, sarebbe un bene partecipare all’operazione sullo stretto del Golfo in presenza di una coalizione internazionale numerosa che possa comunque garantire il diritto internazionale.
Schlein boccia la proposta di Crosetto, Delrio invoca il confronto nel Pd
L’ultima parola spetterà al Parlamento visto che il governo ha già annunciato di voler passare per il voto delle Camere. L’ipotesi però è già stata bocciata dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che ha annunciato di non voler dare il via libera. Così in una intervista al Corriere della Sera, Graziano Delrio, esponente dell’anima più moderata e centrista dei dem, invoca un confronto interno e non una decisione di imperio, mostrando con estrema pacatezza l’ennesima ed evidente spaccatura dentro il Partito democratico sui temi e le posizioni in politica estera. Per l’ex sottosegretario alla presidente del Consiglio ai tempi del governo Pd è «Giusto partire dall’Onu ma poi spero che nel mio partito si apra una discussione: questa crisi può anche essere una grande opportunità per far crescere il coordinamento nella difesa europea. Abbiamo già dato vita ad Aspides per proteggere le nostre navi. Questo è il momento del coraggio per l’Europa, è il momento di far vedere che l’Europa è in grado di difendersi senza bisogno che gli Usa stendano il loro ombrello protettivo. Non si sta parlando di un’operazione di guerra, perché non potremmo prendere parte in nessun modo a un’operazione di guerra che non abbiamo approvato e che sta portando il mondo in ginocchio».
Senza Onu già prese decisioni in passato come in Serbia
Per Delrio è tempo che «l’Onu dia prova di sé. Ma bisogna essere pragmatici: in presenza di un accordo di pace e di regole di ingaggio chiare e condivise con decine di paesi, questa è un’occasione per aiutare l’Europa a mostrare che sa proteggere gli interessi delle imprese, delle famiglie, dei cittadini. Quindi spero che ci sia veramente una discussione serena nel Pd. Sono state prese decisioni ben più aggressive senza l’Onu. Penso alla Serbia, a quando nel ’99 si è deciso di fare un intervento Nato perché si è considerato che il diritto umanitario prevalesse su altre questioni. Allora l’Onu non agiva per il veto della Russia».
Europa mostri di saper difendere i suoi interessi
Ma Delrio va oltre le diatribe interne al suo partito e guarda all’Europa per la quale si apre «una grande occasione perché mostri finalmente di saper tutelare i suoi interessi in maniera seria e autonoma. Quindi, anche se non vi fosse, per via dei veti nel Consiglio di sicurezza, un mandato dell’Organizzazione delle nazioni unite, si dovrebbe comunque mostrare che l’Europa sa finalmente difendere i suoi interessi geo-strategici, coordinandosi attraverso formati che possono essere variabili».
La nascita di un Consiglio di sicurezza europeo
Delrio infine ricorda una proposta che in passato proprio il governo di cui faceva parte, sembrava condividere: «Si può andare da una missione che coinvolga anche gli Usa fino a un’operazione di volenterosi che, del resto, sarebbe la realizzazione di quello che avevano già preconizzato nel 2017 Macron e Merkel: la creazione, come sollecitato anche dal commissario Kubilius, di un Consiglio di sicurezza europeo, che prenda decisioni in termini di coordinamento della politica estera e di difesa» conclude.
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