Opera in tre Atti | I movimenti di Empoli-Avellino
Adagio
Saranno gli ultimi 90 minuti del torneo a decidere le sorti dell’Empoli. Ironia della sorte sarà proprio quel Monza che, già in passato ha incrociato spesso il proprio destino con quello degli azzurri, evocando ricordi piacevolissimi che appartengono alla storia, a emettere il verdetto. La stessa squadra brianzola che, nell’ultimo turno con il Mantova, ha quasi certamente gettato alle ortiche le possibilità di promozione diretta. Un harakiri in piena regola che potrebbe avere notevoli contraccolpi psicologici visto che, al 99%, l’ultimo match casalingo con l’Empoli non rappresenterà più l’auspicato match point per la A per Petagna e soci. Le rocambolesche vicissitudini della penultima di campionato hanno così fornito all’Empoli un avversario di grande caratura ma certamente un po’ più fragile e disilluso. Dal canto loro, gli uomini di Caserta, contro l’Avellino, si sono ripresi quei tre punti che mancavano da troppo tempo ma soprattutto sono stati in grado di ritrovare sé stessi. Non c’erano alternative alla vittoria per evitare di farsi inghiottire definitivamente dall’abisso.
Moderato
Nel periodo più buio degli ultimi trent’anni, l’Empoli è tornato a rivedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Non abbiamo lesinato critiche alla squadra azzurra in una stagione che resta assai negativa e al di sotto delle aspettative. Allo stesso modo non possiamo non sottolineare come l’ultimo match con l’Avellino ci abbia restituito un Empoli concentrato e determinato. Capitan Lovato e compagni hanno affrontato una delle gare più delicate degli ultimi decenni con il giusto approccio mentale e una discreta dose di aggressività. Una partita di enorme tensione che, per una volta, non si è lasciata sopraffare dalla paura. Alla vigilia, tutto pendeva dalla parte degli irpini, a caccia di un posto al sole dei playoff e in grado di mobilitare l’entusiasmo di una tifoseria esemplare. L’Empoli invece si avvicinava al match con un pericolosissimo mix di rabbia, sfiducia e rassegnazione. I novanta minuti del Castellani ci hanno invece raccontato di una squadra azzurra finalmente accorta e centrata per raggiungere l’obbiettivo.
Andante
L’1-0 finale, perfezionatosi grazie a un’incornata di Lovato su calcio piazzato di Yepes, sta stretto ai ragazzi di Fabio Caserta. Il doppio rigore fallito da Shpendi ha tenuto la gara in bilico fino al termine ma, c’è da dire, Fulignati non ha dovuto fare gli straordinari per preservare un vantaggio mai in discussione. L’Empoli si è giovato del ritorno alla difesa a tre dopo fallimentari esperimenti che hanno evidenziato come questa formazione non riesca ad esprimersi tatticamente in altro modo. Il veterano Romagnoli ha dato maggiore equilibrio e personalità a un reparto troppo spesso fragile e vulnerabile. Gli stessi Guarino e Lovato hanno tratto giovamento dalla presenza del 36enne ex capitano della squadra che, con Alessio Dionisi in panchina, conquistò la serie A nel 2021. L’enigmatico Ceesay ha fornito sulla corsia laterale la più convincente prova stagionale, mentre Popov ha giocato uno spezzone gagliardo, mettendo in mostra sprazzi del talento che aveva brillato a inizio torneo. Contro l’Avellino è arrivata quella vittoria che torna a far respirare gli azzurri dopo la terribile apnea delle settimane scorse. L’Empoli ha scongiurato l’ansia della retrocessione diretta. Da questa prima certezza dovrà trarre le forze per rendersi artefice del proprio destino, andando oltre vacui calcoli, sterili tabelle e cervellotiche combinazioni.
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