“Moira era molto accentratrice, simpatica con le persone a cui voleva bene. Ma se gli eri antipatico era faticosa, difficile. Papà aggredito da un leone ha dovuto sparare”: così Ambra Orfei
Ambra Orfei ha fatto parte della grande famiglia di circensi famosi in tutto il mondo. Oggi a 59 anni si occupa di tutt’altro, ha una attività che gestisce da sola “da quando mio marito purtroppo non c’è più”. L’ex cavallerizza, circense e anche donna di spettacolo si è raccontata a Il Corriere della Sera.
“Crescere in un circo è stato come vivere nel paese dei balocchi, andavo a dare il pane agli elefanti, giocavo con gli scimpanzé, accarezzavo i leoni. Sembrava di stare sempre in vacanza”, ha affermato.
Il ricordo va naturalmente all’illustre parente Moira Orfei: “Come tutte le primedonne, Moira era molto accentratrice. Era piena di voglia di vivere, eccentrica, colorata, molto simpatica con le persone a cui voleva bene. Ma se gli eri antipatico era faticosa, difficile: aveva un carattere molto particolare“.
“Purtroppo in una parte della mia vita mi vedeva come una sua rivale – ha continuato Ambra – e quindi abbiamo passato anni difficili. Lei aveva la sua struttura con suo marito, io avevo il mio circo con la mia famiglia, quindi non ci siamo incrociate per molto tempo, anzi ci siamo trovate a essere concorrenti. Eravamo come la famiglia Ewing di Dallas: quando ci sono tanti personaggi che vogliono primeggiare, può immaginare quante battaglie”.
I litigi tra Moira del padre di Ambra. Nando, erano all’ordine del giorno: “Almeno 200 milioni di volte: si riappacificavano e litigavano di nuovo, anche con l’altra mia zia Liana, la più dotata di tutti“.
E sempre a proposito del padre Nando, Ambra ha ricordato una tragedia: “Durante uno spettacolo per le scuole a Napoli, ancora non sappiamo come, venne liberato un leone che stava per attaccare i bambini. Mio padre si mise in mezzo e si ritrovò addosso una bestia di 350 chili che gli azzannava un braccio, è caduto a terra e stava per morire soffocato. Mia mamma è riuscita a passargli una pistola e lui ha sparato”.
Infine una piccola digressione, nel curriculum di Ambra c’è anche il mitologico “Drive In” di Antonio Ricci: “A capo delle ragazze Fast Food c’era Tinì Cansino, io ero alla guida delle Acrobate. Facevo gli stacchetti e avevo le gag comiche con Beruschi, gli facevo da spalla, siamo rimasti amici ancora oggi”.
“Ezio Greggio era il più indisciplinato. – ha concluso – Si aggirava dietro le scenografie con la sigaretta accesa e faceva impazzire i vigili del fuoco che vedevano il fumo e non capivano cosa stesse bruciando. E poi organizzava finte convocazioni alle 5 del mattino per noi ragazze: le più tontolone ci cascavano, a me non mi ha mai fregato”.
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