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Март
2019

Autobus dirottato. Il ragazzino eroe: «È stato spaventosissimo»

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Il bus incendiato
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Il bus incendiato

«Eravamo tutti molto spaventati». È diventato un eroe il ragazzino della scuola media Vailati di Crema che è riuscito a dare l’allarme mentre il conducente dell’autobus su cui viaggiavano 51 studenti, Ousseynou Sy, che avrebbe dovuto riaccompagnarli a scuola, ha dirottato il mezzo e ha appiccato il fuoco. «È stato spaventosissimo: ha svuotato queste taniche di benzina per terra, ci ha legato tutti e ha sequestrato tutti i telefoni in modo che non chiamassimo la polizia. Ma uno dei cellulari, quello di un mio compagno, è caduto a terra. Mi sono slegato, facendomi anche un po’ male, sono andato a raccoglierlo e abbiamo chiamato i carabinieri e la polizia», ha raccontato.

Intanto i procuratori che si occupano del caso spiegano che quello dell’autista è stato un «gesto premeditato». «Voleva che tutti sapessero e voleva sollevare la questione della strage dei migranti nel Mediterraneo». L’uomo sarebbe «un lupo solitario, senza legami con l’Isis», ma a San Donato Milanese avrebbe davvero fatto una strage: «Soltanto grazie al coraggio e alla professionalità dei carabinieri un giorno che si sarebbe ricordato per decenni è finito bene: hanno compiuto un’operazione che vediamo nei film con le squadre speciali».

Dai primi racconti dell’autista, che devono ancora essere vagliati, sembra che la sua intenzione fosse quella di arrivare a Linate e di volare in Senegal con un aereo. «Se non fossero intervenuti i carabinieri nessuno si sarebbe fatto male», e la benzina e le fascette sarebbero servite, secondo la sua versione, «a tenere buoni i bambini». Ha ammesso di avere portato un coltello da cucina, ma non di avere avuto con sé una pistola, anche se alcuni testimoni dicono di averla intravista. Ha anche ammesso di aver girato un video, caricato su Youtube «e inviato in Senegal a familiari e amici», in cui avrebbe affermato di voler «punire l’Europa per le politiche sui migranti» e di «non poterne più di vedere i bambini sbranati dagli squali». «L’episodio scatenante, la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso», avrebbe detto, è stato «il caso della nave Mare Jonio».

Mercoledì il 47enne di origine senegalese, con cittadinanza italiana, autista in servizio per le Autoguidovie di Crema da 15 anni, ha imboccato la Paullese dicendo: «Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno». Le pattuglie dei carabinieri, allertate dallo studente che è riuscito a impossessarsi di un telefonino, hanno raggiunto il pullman, ma Ousseynou Sy ha forzato il posto di blocco, speronando le auto e perdendo il controllo del bus, che ha cominciato a sbandare. Quando è finito contro il guardrail, l’autista ha cosparso il mezzo di benzina e ha appiccato il fuoco con un accendino. I carabinieri hanno rotto i finestrini e sono entrati anche dalla porta posteriore. Alcuni ragazzini e gli insegnanti hanno cominciato a scendere, ma l’autista ne ha bloccati due, minacciando di ucciderli. I carabinieri lo hanno disarmato e arrestato.

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