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Октябрь
2019

Tenere un diario alimentare come Lena Dunham, a cosa serve?

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A chi lo si consiglia
Parola chiave: precisione
Se si pratica sport
Un diario non è per sempre
Meglio evitarlo in questi due casi

Dopo aver sperimentato una drastica perdita di peso (a seguito di una relazione finita male, ma anche per problemi di endometriosi, patologia dagli effetti psicofisici spesso debilitant), l’autrice e attrice Lena Dunham, 33 anni, ha raccontato in un’intervista a “Elle Uk” di avere iniziato a scrivere un diario alimentare.

Diario alimentare, una traccia onesta di quel che si mangia
Perché un diario alimentare? Mettere nero su bianco quello che si mangia ogni giorno aiuterebbe a mantenere un peso sano e, soprattutto, a tenere traccia delle proprie abitudini a tavola, sia nel bene che nel male. Pare che, per persone come Lena, alle prese con il famigerato “effetto yo-yo”, ossia fluttuazioni di peso anche importanti, il diario alimentare si riveli una strategia molto efficace, poiché regala consapevolezza dei propri cedimenti e gusti, aiutando a trovare una routine bilanciata anche in virtù dei propri errori (cediamo tutti a qualche cibo non salutare). Secondo la psicologa e psicoterapeuta Valentina Cozzuto di Guida Psicologi, «nel trattamento di persone con problemi di peso importanti come l’obesità è molto utile redarre un diario alimentare. Questo perché in molti casi la persona non ha una reale consapevolezza della quantità e varietà degli alimenti che porta in tavola, pensando di mangiare meno di quanto in realtà faccia. Ecco perché mettere per iscritto ogni appuntamento con il cibo, quantità incluse, può aiutare a recuperare o crearsi una buona routine alimentare, imparando a conoscersi».

Riconoscere quando si esagera (vedi alla voce comfort food)
Il diario alimentare può anche servire per capire se si sta esagerando con le porzioni, strettamente legate al mantenimento del peso, tanto che la dietista americana Lisa Young, professoressa di nutrizione alla New York University e molto nota oltreoceano, ha dedicato al tema delle quantità di cibo che si portano in tavola il nuovo libro “Finally Full, Finally Slim”. Spiega Elena Casiraghi, esperta in nutrizione e integrazione sportiva dell’Equipe Enervit: «annotando su base quotidiana ogni alimento consumato, la persona è portata necessariamente a focalizzarsi non solo sui cibi scelti, ma anche sulle porzioni e sugli alimenti extra, o “comfort food”, così chiamati per il ruolo di conforto emotivo che hanno. Spesso questi cibi – dai dolcetti post cena agli snack confezionati delle macchinette – rappresentano un di più rispetto all’appetito reale».

Nella gallery le due esperte spiegano come impostare correttamente il diario alimentare e quando è il caso di tenerlo (e quando invece no).

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