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Октябрь
2019

Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»

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Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»
Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»
Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»
Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»
Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»
Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»
Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»
Daniela Ceccarelli e Lara Colturi: «Lo sci è questione di dna»

Gli stessi capelli biondi, lo stesso sorriso, lo stesso talento sulla nave. Daniela Ceccarelli e Lara Colturi sono madre e figlia. La prima è stata campionessa olimpica di Super Gigante a Salt Lake City nel 2002, la seconda è salita su una pista da sci per la prima volta a Torino 2006, nel ventre della madre. Ora ha 13 anni ed è una delle grandi promesse degli sport invernali in Italia. Va fortissima sugli sci, è competitiva anche col pattinaggio artistico. La mamma la allena e, oltre al talento, le ha passato anche lo sponsor, acqua Lauretana. Madre e figlia, a scendere sui pendii innevati, con la seconda che insegue la prima, la prima che spinge la seconda. Alla caccia di un’altra Olimpiade italiana, tra sette anni.

Di madre in figlia, una passione trasmessa per via ereditaria.
DC: «Sì, sicuramente. Già a Torino 2006 ho gareggiato incinta di Lara, è stato il mio piccolo segreto per le Olimpiadi in casa. È stato un po’ complicato perché era il primissimo mese, sentivo malesseri vari, ma l’ho portata in pista con me, è stata la sua prima volta sulla neve. Poi ho continuato a gareggiare per altri 5 anni in Coppa del Mondo e a portarmi indietro Lara, che da piccolissima era la mascotte della Nazionale, sempre nel parterre con mia mamma. Sì, la neve è senza dubbio uno dei suoi elementi».

Nata nell’anno di Torino 2006, certo che per chi crede nel destino…
DC: «Sì, e tra l’altro non è stata certo una gravidanza affatto programmata. Arrivavo all’Olimpiade in casa da campionessa olimpica, c’era forte aspettativa sulle mie spalle. Arrivarci incinta ha scombussolato tutto, ma la vita è bella così e non sempre la vittoria è la cosa che corona di più un sogno. Questo però l’ho scoperto a posteriori, lì per lì devo ammettere che ero molto arrabbiata».

Intanto sono passati 13 anni e Lara ha già ottenuto i suoi primi risultati incoraggianti.
DC: «Ha sempre vinto tutto. Ha vinto il Pinocchio, è stata terza all’Internazionale dell’Alpe Cimbra, anche se è all’inizio del biennio e gareggiava con ragazze più grande anche di un anno e mezzo. Ma la cosa più bella è il suo spirito. Essendo cresciuta a stretto contatto con l’ambito agonistico di alto livello, lo vive come una dimensione giocosa della vita, non una roba in cui si dà un giudizio sulla persona. Ha sempre il sorriso sulle labbra, è solare, e per questo è anche molto apprezzata nell’ambiente dello sci e del pattinaggio, dove gareggia per la Francia. Così la invitano in giro per il mondo».

Dove?
DC: «Sui social l’hanno contattata da ragazzi cinesi per invitarla ad allenarsi con loro. L’abbiamo accompagnata ed è stata la sua prima esperienza all’estero. Da allora veniamo invitati lì o in America per le joint venture con giovani della sua età».

E poi c’è la Francia per il pattinaggio artistico.
DC: «Sì, siamo al confine con la Francia, abitiamo a Cesana. La prima volta che ha pattinato è stato a Cortina, poi abbiamo trovato un posto vicino a casa, a Briançon. Fa le gare in Francia ed è arrivata fino alle Nazionali 1».

Come si districa tra i due sport?
DC: «Sceglie una volta il pattinaggio, una lo sci. Lo sci la seguiamo io e il papà, per il pattinaggio va coi nonni. Si è allenata parecchio con Valentina Marchei e si sono trovate subito nonostante la differenza d’età».

Prima o poi però dovrà scegliere.
DC: «Eh, sì… ora dal momento che è qui accanto a me non posso dire che farò di tutto perché scelga lo sci, ma è quello che farò. Poi però sarà lei a decidere e l’unica cosa importante è che si diverta. Certo, mentre nello sci vince a mani basse, nel pattinaggio è più dura. È stata terza una volta ai campionati francesi, l’anno scorso è stata selezionata tra le 30 migliori di Francia, quest’anno la prima gara è andata così così, anche se non era proprio al top».

Lara, com’è allenarsi con la mamma?
LC: «Divertente. La mamma è una persona sempre gioiosa, non è mai giù di morale. Da allenatrice è molto tecnica, più sul pezzo, non va mai da altre parti con la testa, rimane concentrata».

Daniela, com’è allenare la propria figlia?
DC: «Ormai ho una certa esperienza da allenatrice e col Golden Team Ceccarelli ho ottenuto anche ottimi risultati, ma allenare Lara è qualcosa che esce completamente dagli schemi. Con gli altri uso il metodo classico che paga molto bene, con Lara non riesco perché lei è decisamente esigente. La programmazione la annoia, devo sempre avere proposte nuove, variare, è molto impegnativa. Se c’è da ripetere il gesto come fanno gli altri, alla cinese, lei non ci sta e mi manda a quel paese. Vuole divertirsi e ogni tanto mi fa sbroccare, ma in gara quella creatività le dà qualcosa in più».

Che vita fa Lara?
DC: «Viaggiamo parecchio. Qui c’è una scuola della montagna, un progetto pilota statale, che supporta molto gli atleti scolari della sua stessa età. Ha un tetto di assenze molto alto, l’anno scorso è mancata 80 giorni tra Cina, Colorado e altri viaggi. È sempre supportata col registro online. Si sveglia alle 5 del mattino, studia, va a scuola, va ad allenarsi alternando pattinaggio e sci».

E a scuola come va?
LC: «Abbastanza bene, considerando tutte le assenze che faccio e confrontandomi con gli altri, direi che me la cavo. La nonna mi aiuta tanto, mi fa i riassunti, mi manda le foto e io studio per almeno un’ora e mezza due, sfrutto i ritagli di tempo. Mi piace tanto la scuola».

Non ti pesa?
LC: «No, per nulla. Le prof sono molto gentili con me, mi capiscono e non mi interrogano mai appena torno da una trasferta. Mi lasciano una settimana per mettermi in pari e poi mi fanno recuperare le verifiche perché siano le stesse degli altri. Posso farne anche una al giorno».

E sei molto attiva sui social.
LC: «Sì. Mi piace. Mi piace condividere i momenti col mio cane Baily».
DC: «Fosse per lei metterebbe solo quelle».

Daniela, lei ha vinto un oro olimpico. Spera che Lara possa superarla?
DC: «Magari… nel cuore di mamma mi piacerebbe, ed essendo ormai una professionista dell’ambiente penso che abbiamo tutto il know how per darle gli strumenti adatti a raggiungere i suoi obiettivi».

Mirino puntato verso?
DC: «Milano e Cortina 2026, che arriverà nel momento della sua maturità agonistica, quando avrebbe 20 anni. Pechino 2020 forse è troppo presto, anche se i cinesi la cercano già e la vorrebbero in gara. E se penso a Cortina mi vengono i brividi, perché da poco ho intervistato Sofia Goggia per Rai Sport, per cui faccio le telecronache, e lei mi ha detto che vorrebbe esserci ancora, sparare un ultimo colpo. Sarebbe una bellissima sfida. Sognare non costa nulla, perché non farlo?».

E Lara che sogno ha?
LC: «Arrivare in Coppa del Mondo, soprattutto per girare il mondo, viaggiare veramente tanto, scoprire cose nuove. Poi sì, punto anche alle Olimpiadi del 2026 a Cortina: è il posto dove ho pattinato e sciato per la prima volta, sarebbe fantastico».

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