Oman, addio a Qaboos bin Said Āl Said, il sultano illuminato
Pace, accoglienza, ospitalità e tanta bellezza architettonica e naturale. Tutto questo ha oggi l’Oman, nazione dall’incantevole vento caldo che sparge il profumo dell’incenso, quello ricavato dalla resina della Boswellia sacra, l’alberello che cresce nella regione di Salalah, città da cui arrivava uno dei re Magi. Un Paese che sembra sospeso tra passato e futuro, dove le usanze di un tempo si mescolano a uno sguardo contemporaneo verso il resto del mondo. Merito dei 50 anni di regno del sultano Qaboos bin Said Āl Said, uno dei più pacifici e illuminati dell’Islam, morto ieri a 79 anni, dopo aver combattuto a lungo contro una malattia. Una notizia che ha lasciato dolore nel cuore di chiunque abbia messo piede in questa terra meravigliosa.
Aveva preso il potere dopo il padre, di ritorno dall’Inghilterra dove aveva studiato a Edmunds, Suffolk, e a Sandhurst, presso la Royal Military Academy, in Berkshire, luogo eletto per formare i rampolli delle famiglie reali di tutto il mondo.
Dal suo rientro in patria l’Oman ha vissuto un periodo di crescita, ed è uscito dal feudalismo per essere traghettato verso un modello di nazione moderna con un’economia dallo sguardo globale.
La sua popolarità Quaboos se l’era conquistata per la stabilità politica che era riuscito a dare alla sua nazione, mantenendo sempre una posizione neutrale e pacifista nella crisi del Golfo.
L’Oman è negli anni diventato uno dei pochi luoghi per islamici e non, per i turisti e per le donne dove sentirsi sicuri e rispettati. La popolazione femminile, infatti, qui ha una condizione privilegiata, lavora a fianco degli uomini, guida, vota e non è costretta più a sposarsi a 12 anni. Può rifiutare il matrimonio combinato per inseguire i propri sogni. Adesso questa oasi di pace e di serenità avrà un nuovo re, non un erede diretto di Quaboos, perché non si era mai sposato e non aveva figli, ma un uomo da lui designato in vita con una lettera depositata e sigillata. È Haitham bin Tariq al-Said ministro del Patrimonio e della Cultura e cugino del defunto monarca, che già ha prestato giuramento. Tutti i presupposti per sperare che questi continui a portare avanti il progetto meraviglioso iniziato dal suo predecessore ci sono. Grazie Quaboos per aver pensato a tutto.
