Добавить новость
ru24.net
Модные новости
Январь
2020

National Hugging Day: abbracciamoci di più e più forte

0

Non è un caso che a metà strada tra la fine delle festività Natalizie e San Valentino, sia collocato il National Hugging Day, la giornata internazionale degli abbracci. Istituita circa trent’anni fa, nel Michigan, dal reverendo Kevin Zaborney, il quale pensò, e pensò bene, che in questo periodo dell’anno, fatto di cieli grigi e giornate corte, fosse necessario un antidoto alla tristezza, una magia, una soluzione pratica per risvegliare le anime e i corpi.

Il National Hugging Day venne esportato in tutta l’America e poi oltre oceano, per arrivare fino a noi, dove quest’anno si è presentato subito dopo il Blue Monday. E se il terzo lunedì del mese di gennaio è sempre il giorno più triste dell’anno, oggi è il suo antidoto, perché pare che non ci sia niente di meglio di un abbraccio per cacciar via la tristezza.
Ce ne sono di indimenticabili, come quello di Vivian Leigh e Clarke Gable in Via Col Vento, o il più recente ma egualmente memorabile abbraccio di Marion Cotillard e Guillaume Canet per il finale di Amami Se Hai il Coraggio ma anche il dolcissimo addio tra Elliot e ET prima che salga sulla navicella per tornare al suo pianeta. Emozionano, quelli del cinema, figuriamoci quelli veri.

La verità è che l’abbraccio è il più forte tra tutti i segnali dell’amore. Proprio così, non va al bacio il ruolo di messaggero più efficiente di affetto e nemmeno di passione e desiderio. È l’abbraccio a comunicare con più forza la voglia di contatto, il desiderio di lasciar cadere la corazza e tutte le barriere, a dire a qualcuno che lo vuoi. Non è una comoda teoria utile a celebrare il National Hugging Day ma il risultato di un’importante ricerca scientifica dello psicologo americano David Schnarch che a seguito della scoperta ha spiegato il suo studio nel libro “La psicologia della passione sessuale”.

Anche per questo alle coppie in crisi viene consigliato di imparare o reimparare come abbracciarsi, come abbracciarsi bene. Per questo Schnarch suggerisce l’abbraccio a forma di A: ci si protende l’una verso l’altro, ci si stringe spalla a spalla abbracciandosi e si tenta di formare una A con i corpi ancora distanti. Per sentire come l’una sorregge l’altro, per stare lì a provare la voglia di avvicinarsi.

Certo ci sono anche innumerevoli e comprovati benefici scientifici dell’abbraccio: la School of Medicine dell’Università della California, ha provato che lo stimolo emotivo agisce direttamente sull’amigdala, aumentando la produzione di ossitocina, ormone fondamentale nella sessualità. Per questo oggi esiste addirittura la Hugg-therapy, la terapia dell’abbraccio che si fonda sul contatto sensoriale e che stimolando i centri emotivi del cervello procura sensazioni di soddisfazione e appagamento riducendo i livelli di ansia, paura e stress.
Ma la forza segreta dell’abbraccio sta nella possibilità di percepire il corpo dell’altro e solo in quel momento capire, davvero, come ci fa sentire stargli vicino.  Abbracciare è tirare un respiro di sollievo dopo aver trattenuto il fiato il maggior tempo possibile. Quindi abbracciamoci. Abbracciamoci di più. Abbracciamoci più forte. Anche domani.

LEGGI ANCHE

«La scienza degli abbracci»: ecco perché stringersi fa bene

LEGGI ANCHE

I benefici di abbracciare un peluche (da adulti)



Moscow.media
Частные объявления сегодня





Rss.plus
















Музыкальные новости




























Спорт в России и мире

Новости спорта


Новости тенниса