Valentina Pegorer: «Boss Doms, il nostro amore e quella libertà che non va mai giudicata»
E poi a un certo punto (delle vite fortunate) ci si guarda allo specchio e ci si fa l’occhiolino: «Eccoti, sei proprio come volevo fossi». Valentina Pegorer è una ragazza tutta occhi azzurri e libertà da vj che a neanche 30 anni è fiera di quello che ha: un lavoro che unisce le sue due passioni, musica e tv (la vedremo al fianco di Emis Killa con YO! MTV Raps, la versione italiana del leggendario programma di MTV USA dedicato alla musica rap e alla cultura hip hop che – dalla prossima primavera – andrà su MTV, canale Sky 130, e in streaming su NOW TV), un compagno che è «prima di ogni altra cosa un buon padre» (Edoardo Manozzi, in arte Boss Doms, produttore e dj romano, spalla di un Achille Lauro che ha anche baciato in bocca al Festival di Sanremo), con lui, appunto, una figlia, Mina, «arrivata al mondo che non ci pensavo, non me l’aspettavo, e ha cambiato tutto in meglio».
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Sanremo 2020: baci al Festival (da Achille Lauro e Boss Doms a Myss Keta ed Elettra Lamborghini)L’amore è nato a Pechino Express, nel 2017: «Eravamo concorrenti, uno contro l’altro, io in coppia con la DJ Ema Stokholma (vinsero l’edizione, ndr), lui già con Achille: li ho conosciuti così, erano già in coppia, nessuna gelosia, sono come fratelli con una relazione fortissima. Studiano, si evolvono, si divertono». Primi tempi della storia con Boss Doms: «A distanza. Ed è stata una salvezza. Perché è significato che il nostro approccio è stato graduale. Poi io venivo da relazioni turbolente, e mi ero detta: “Basta uomini per un po”. E invece…ci siamo avvicinati piano e meglio, e i mesi intensi della follia per forza di cose lontani hanno giovato molto al nostro rapporto».
Restare incinta, non aspettarselo: «Un vortice. Ero l’ultima persona che si immaginava madre, o anche semplicemente con un bambino tra le braccia, però poi wow». Perché Mina, di nome. «Lo cercavamo corto, che iniziasse per M. Eravamo entrambi legati alla musica, e alla voce di Mina, e abbiamo avuto ragione: in casa canta, suona, impazzisce per tutti gli strumenti. I possibili sviluppi a questo punto sono due: o diventa un’artista, oppure per la legge degli opposti sceglierà la carriera da commercialista».
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Achille Lauro e Boss Doms al Festival di SanremoA chi grida allo scandalo per le performance eccessive al Festival di Sanremo. «Ho già detto tutto quello che c’era da dire in un post». Lo riportiamo: «Esempio di messaggio che ricevo spesso: “Non pensi che sia sbagliato che tuo marito, nonchè padre di tuo figlio, vada in giro con capelli viola, smalto e rossetto?”. Esempio di mia risposta: “Non pensi che la cosa più importante che un marito e padre possa fare sia dare amore e protezione alle proprie donne?”. Gli schemi sono solo nelle menti di chi se li prefissa. Siate sinceri con voi stessi e ascoltate la vostra natura. Chi sono gli altri per definire che cos’è normale e cosa diverso. Grazie Edoardo ♥️ Non potresti che essere tu. Tengo sempre a che il mio privato resti privato. Ma queste righe le ho scritte come una dedica all’uomo che amo e che ci mette così tanto nei suoi progetti da artista, in quello che porta in scena, che possono essere discutibili, sì, ma mai far pensare a chiunque che sia una brutta persona solo perché si bacia in bocca con un suo amico fraterno, o si veste in un certo modo. Se lo fanno le star internazionali, le veneriamo. Se invece lo facciamo qui, abbiamo da ridire. Per me l’importante è che nel privato ci sia. E c’è. Quando sono rimasta incinta, ho pensato: può essere un buon padre per mia figlia? “Sì”, mi sono risposta. E quello conta».
Quanto il vostro lavoro entra in casa. «Tantissimo. Ci confrontiamo sempre su cosa può funzionare meglio. A volte è difficile, perché non stacchi mai. Ma è bello, così». La normalità, definizione: «Per come è comunemente intesa, mi spaventa. Non voglio averla, un’esistenza schedulata che non mi fa andare incontro a niente di inaspettato». Giornata tipo: «Mi divido tra appuntamenti, la bambina, le riunioni, il teatro, i provini, la dizione, i casting. Tutte cose che succedono all’ultimo, improvvisate».
Emis Killa, con cui su MTV andrà alla scoperta di talenti emergenti: «Lo conosco da un po’, sono cresciuta con la sua musica, lo intervistai, restammo in buoni rapporti, e adesso che siamo genitori portiamo le nostre figlie insieme a giocare al parco».
Inizi di carriera: «Avevo otto anni. I miei genitori mi vedevano così curiosa ed entusiasta di quello che mi circondava (mia madre diceva che già dentro la sua pancia facevo casino), che hanno iniziato a portarmi in giro per set e provini: esordii la pubblicità dell’ovetto Kinder». Musica: «Da adolescente, ero pazza del rap: J-Ax, Club Dogo. Oggi ho la console, e mi do alla tecno». La barra che preferisci: «Juicy di Notorious big, ovvero: nascere e crescere nel disagio, e non dimenticarsene mai, nell’agio». Infanzia: «Genitori molto presenti, non mi è mai mancato nulla, sin da piccola gran contatto ed empatia con gli adulti: io ci stavo bene, nel mondo dei grandi». Crescere: «Non sapere, d’improvviso, che vuoi fare, cosa vuoi diventare. Io a 19 anni avevo un fratello che già aveva scelto la sua strada, Medicina. Si laureerà con 110 e lode. L’esatto contrario di me. Che non ero così quadrata, e sono volata a Londra alla ricerca della mia identità». Che cosa ha trovato, lì? «La scoperta che il mondo è meraviglioso, e le situazioni al limite quelle da augurarsi: ho vissuto con 8 ragazze in una casa con un solo bagno, fatto lavoretti poco impegnativi, tra ristoranti e negozi, fino a quando non mi è mancata la mia storia di qui, in Italia, e sono tornata».
Diventare madre, diventarlo giovane: «Avere Mina mi ha cambiato in meglio: prima ero solo una ragazzina, adesso ho molto più precisi gli obiettivi e come raggiunerli». La libertà: «Sono libera quando non ho pesi, quando riesco a far tutto quello che mi va di fare, senza più la paura di sbagliare. Nel bene o nel male».
