Добавить новость
ru24.net
Модные новости
Июль
2020

Novara, il racconto della schiava bambina della psicosetta

0

Un mondo «magico, fantastico e segretissimo». È quello dove le adepte della psicosetta di Novara pensavano di essere entrate, ma che in realtà, ben presto, si trasformava in una cerchia che ruotava attorno alla figura di un settantenne, libero professionista laureato del Milanese, con un lungo passato in una para-farmacia, che le ragazze chiamavano «lui» o «il dottore», perché non avevano il permesso di nominarlo.

A smascherarlo e a raccontare i dettagli dell’organizzazione è stata «Anna», che aveva solo 8 anni quando è entrata a farne parte, e che dopo 16 anni, a 24, si è ricostruita una vita, dopo un percorso lungo e sofferto. Anna ricorda bene «la botola nell’armadio che le permetteva di entrare nel mondo fatto di colori e fiabe. Ricorda bene il libro che leggeva, “La bimba che voleva entrare nel mondo delle fate ci vuole tornare”. E ricorda bene “lui”, lo ha conosciuto quando un familiare di cui si fidava e che era dentro la setta, a otto anni l’ha accompagnata per mano in quel mondo all’apparenza magico e innocente», come scrive Repubblica, che ha riferito il racconto di quella che è diventata la super testimone dell’inchiesta (svolta dagli agenti della squadra mobile di Novara con i colleghi del servizio centrale operativo di Roma, coordinata dalla Dda di Torino), da quando, due anni fa, ha deciso di denunciare quello che ha subito.

«”Lui” sceglie quali ragazze devono farlo divertire. Lo chiamiamo “Lui” o “il Dottore” perché non ci è concesso nominarlo. Ma decide tutto. Chi frequentare, dove lavorare». E ancora: «Lui ti lascia frequentare i “luoghi fatati”, altrimenti ti punisce». Sono 30 le persone indagate nell’inchiesta: sarebbero responsabili di reati sessuali, anche su minori, e riduzione in schiavitù. In trent’anni, sarebbero state una cinquantina le «prescelte»: alcune venivano reclutate nelle scuole di danza o in altre attività commerciali riconducibili alla setta, come la scuola di «Spada celtica», le erboristerie, le botteghe di artigianato e anche una casa editrice, dove spesso le ragazze finivano per lavorare. Alcune psicologhe, che «da vittime erano diventate carnefici», le indottrinavano, spiegando loro che il mondo di fiabe, storie e libri del «dottore» era la giusta alternativa al resto del mondo «sbagliato».

Per entrare a farvi parte bisognava sottoporsi a pratiche «magiche», in realtà pratiche sessuali «estreme e dolorose, vere e proprie torture» che servivano per annichilire «l’io pensante e accendere il fuoco interiore». Ad oggi sono tre le vittime che hanno parlato. Sono scattate le perquisizioni nel Milanese, nel Pavese e soprattutto nel Novarese. Oltre nell’abitazione nel parco del Ticino, dove si è stabilito il «dottore». Le indagini sono ancora in corso, e la squadra mobile invita chi sapesse qualcosa di più della psicosetta a collaborare.

LEGGI ANCHE

Prigionieri della setta

LEGGI ANCHE

Nella setta, il libro dei due disegni di legge contro le sette d'Italia

LEGGI ANCHE

«La mia vita da adepta della setta macrobiotica di Mario Pianesi»



Moscow.media
Частные объявления сегодня





Rss.plus
















Музыкальные новости




























Спорт в России и мире

Новости спорта


Новости тенниса