Vanity Art View: le foto vintage e sensuali di Akila Berjaoui alimentano la voglia d’estate
Ci sono sabbia, sole, acqua oppure la combinazione di questi tre elementi nelle fotografie altamente sensuali di Akila Berjaoui. Una ricercatissima fotografa di moda che, armata delle sue fotocamere analogiche preferite, conduce l’osservatore in località balneari mozzafiato, dalla sua città natale di Sydney, in Australia, alle spiagge d’Italia, Francia e Brasile, per citarne solo alcune.
Nel suo primo libro, The last days of summer ha raccontato l’estate nella sua accezione più nostalgica e sensuale attraverso immagini saturate e dai toni tipici della fine anni ’70, primi anni ’80: luoghi iconici, paesaggi incontaminati, corpi esibiti con disinvoltura, voglia di relax, di flirt, di libertà. Il tutto a trasmettere un velato romanticismo vacanziero di epoche passate.
L’abbiamo intervistata – nell’ambito della rubrica Vanity Art View dedicata ai talenti della fotografia contamporanea – in occasione dell’uscita del numero di Vanity Fair Italia diretto da Tommaso Paradiso e dedicato all’estate 2020 e al ricordo che lascerà nella nostra memoria.
Come descriverebbe il tuo stile creativo?
«Autentico. Voyeuristico».
Da dove trae ispirazione per realizzare i suoi lavori?
«Da molti grandi artisti come Claude Nori, Herbert List, Charles Traub, Peter Beard, Picasso, Brett Whitely, per citarne solo alcuni. Dalle forme femminili. Dalla musica, naturalmente. Dal sole che splende, dalla pelle scura e dall’acqua».
Cosa significa “estate” per lei? Che genere di ricordi, sentimenti e atmosfere le evoca questa stagione?
«Cicale, scottature solari, amori estivi, da un’isola all’altra, nottate, viaggi in macchina, scogliere a strapiombo sull’acqua, barche a vela, eccessi, amici e famiglia».
C’è un sogno d’estate o un desiderio speciale legato alle vacanze che non ha ancora realizzato?
«Una mia fattoria con vigneto sul Mediterraneo, dove tutti coloro che amo si ritrovino per passare insieme l’estate».
A quali progetti sta lavorando in questo momento?
«Stavo lavorando al mio secondo libro finché non è sopraggiunto il Covid-19. Staremo a vedere».
