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Октябрь
2020

Ristoranti e bar chiusi la domenica, scuole semi-sospese e palestre chiuse: la bozza del nuovo Dpcm

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Roberto Speranza ha detto di non amare la parola «coprifuoco», ma non c’è termini che si adatti meglio a quanto paventato nella bozza del nuovo Dpcm. La chiusura delle attività, di bar, ristoranti e negozi, sarebbe fissata alle 18 e nessuna festa, né al chiuso né all’aperto, sarebbe più permessa. Poco importa se connessa ad una qualche celebrazione religiosa. Con il nuovo Dpcm, la cui bozza è stata sottoposta al vaglio del Comitato tecnico scientifico, convocato d’urgenza sabato sera, si è voluto sconsigliare ogni tipo di riunione, ivi compresa quella a carattere familiare. Il governo ha raccomandato di non invitare a casa propria persone che non siano conviventi. E, al ristorante, ha chiesto che non si accomodino ad uno stesso tavolo più di quattro persone.

«Restate nel vostro Comune», è l’appello del governo Conte, che la domenica ha imposto la chiusura totale di bar, ristoranti e negozi. «La chiusura di bar, ristoranti e altre attività avrà ricadute pesantissime sull’economia», ha cercato di spiegare la ministra di Italia Viva Teresa Bellanova, dicendosi contraria a misure che, se validate dal Comitato tecnico, contempleranno anche la chiusura definitiva di palestre, piscine, cinema, teatri, centri benessere, sale concerto e sale bingo, gioco e scommesse.

Chiuse, in parte, anche le scuole. Nella bozza del Dpcm, la cui entrata in vigore è prevista tra domenica e lunedì, si parla di didattica a distanza per gli istituti superiori, costretti a limitare la didattica in presenza al 25% del totale. Potrà svolgere la consueta didattica educativa solo il primo ciclo di istruzione, che comprende le scuole materne, elementari e medie. Sarà poi «fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune», si legge nella bozza del decreto, nel quale non è specificato il termine delle restrizioni. Se l’entrata in vigore delle nuove misure è fissata, chiaramente, al 25 e 26 ottobre, la scadenza si riferisce con (voluta) vaghezza al mese di novembre.

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