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IL Fatto Quotidiano
Февраль
2025

“In Antimafia chiesi verifiche sui consulenti indagati, Castiglione s’infuriò”: il retroscena sul deputato arrestato per voto di scambio

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“Quando ho citato i consulenti del comune di Agrigento, indagati nel fascicolo sul clan Santapaola e il Comune di Tremestieri, Giuseppe Castiglione è scattato come una molla e si è infuriato, sembrava il loro avvocato”. Parola di Giuseppe Di Rosa, responsabile del Codacons per la trasparenza degli enti locali in Sicilia. Giuseppe Castiglione è stato arrestato il 24 febbraio per voto di scambio politico mafioso: secondo gli inquirenti di Catania, l’ex capogruppo del Movimento popolari e autonomisti sarebbe vicino proprio al clan Santapaola. Dopo la misura cautelare, Castiglione si è dimesso dal suo gruppo all’Ars (ma non dall’incarico di deputato) e dalla Commissione antimafia. Proprio in quella sede, il 26 giugno scorso, è avvenuto lo scontro con Di Rosa.

Le grane e gli arresti eccellenti ad Agrigento – L’uomo del Codacons aveva sollecitato un’audizione per accendere un faro su Agrigento, a ridosso della stagione da Capitale della Cultura. Ad aprile, erano stati arrestati due super consulenti del Comune: Gaetano Di Giovanni e Paolo Di Loreto. Le grane sono diverse e di Rosa, in Commissione antimafia, le racconta tutte.

Ad esempio rammenta il caso Suv: fondi per il sociale spesi per i “macchinoni”, con la condanna della Corte dei Conti. Oppure l’arresto, il 18 aprile, del capo di gabinetto e Comandante della Polizia municipale: Gaetano Di Giovanni, appunto. Per lui la procura di Palermo ha chiesto a dicembre 2024 una condanna a 5 anni con l’accusa di corruzione. Ma torniamo all’audizione: l’uomo del Codacons denuncia le assunzioni dei “figli di” al Comune e nelle partecipate, solleva dubbi sul cantiere nell’area vincolata della Villa del Sole.

La furia di Castiglione per gli indagati nel fascicolo sui Santapaola – A quel punto – sfogliando lo scarno verbale dell’audizione – sarebbe intervenuto Castiglione con una domanda: “Di Rosa ha mai svolto attività politica?”. Il dirigente del Codacons – leggiamo nel documento – risponde di aver coperto il ruolo di vicepresidente del consiglio agrigentino per anni. Ma il punto è un altro. Secondo Di Rosa, Castiglione si sarebbe infuriato e nel verbale non vi è traccia. L’ira sarebbe esplosa in un frangente: dopo aver ascoltato i nomi di due consulenti del Comune di Agrigento indagati dalla procura di Catania per le infiltrazioni mafiose del clan Santapaola nel Comune di Tremestieri. Di Rosa ricorda di aver citato gli ingegneri Paolo Di Loreto e Maurizio Erbicella, consulenti per il Piano regolatore: il primo è stato arrestato durante l’operazione Pandora del 19 aprile 2024, con l’accusa di associazione a delinquere; per il secondo nessuna misura cautelare, ma un’accusa per turbata libertà degli incanti. Il 7 ottobre 2024, Di Loreto ha chiesto di patteggiare una pena a tre anni e sei mesi di reclusione.

Eppure, secondo Di Rosa, Castiglione durante l’audizione è sbottato come fosse l’avvocato dei due indagati: “Mi disse: ‘Lei sta facendo accuse pesanti contro persone che neppure conosce’. Io ho risposto che stavo solo leggendo l’ordinanza di arresto, con il nomi dei Santapaola”. Castiglione avrebbe obiettato che le vicende riguardavano Tremestieri, non Agrigento. Sì – la risposta di Rosa – ma siccome si parla di mafia, meglio controllare il lavoro svolto dai consulenti nel mirino dei magistrati. “Ma Castiglione se l’è presa con me, arrabbiatissimo, come fossi io l’indagato – ricorda il referente del Codacons – dunque ho domandato alla Commissione antimafia: costui chi rappresenta?”. Castiglione avrebbe risposto sottolineando il suo ruolo di capogruppo del Movimento per l’autonomia. Di Rosa rammenta la sua replica: “‘Allora ho capito, anche il sindaco di Agrigento Franco Miccichè è vicino al Mpa, come la giunta di Catania’. Castiglione, insomma, stava difendendo il suo partito”. L’audizione si sarebbe conclusa malissimo: “Sono andato via dalla stanza gridando, una volta fuori ho sentito le urla dei commissari senza riuscire a capire le loro parole”.

La conferma del deputato siculo Ismaele La Vardera – Il racconto di Di Rosa è confermato dal deputato Ismaele La Vardera, vicepresidente della Commissione antimafia fino a tre mesi fa: “Ho assistito alla lite e fu strano, perché fino ad allora Castiglione era una sorta di fantasma in Commissione, quasi sempre assente e silenzioso, invece quel giorno si è infiammato”. La Vardera concorda con Di Rosa. Non ricorda i nomi di Erbicella e Di Loreto, ma rammenta come ad accendere Castiglione furono i consulenti ad Agrigento indagati nel fascicolo catanese sui Santapaola: “Castiglione disse ‘Ma come si permette, è venuto a fare accuse’, e sembrava avesse uno scopo preciso: difendere gli indagati, ascoltare Di Rosa e riportare le sue parole a qualcun altro”. Il 25 febbraio La Vardera, leader del movimento Controcorrente, ha promosso un sit in a Palermo con le Agende rosse di Salvatore Borsellino, chiedendo parole di condanna da parte di Renato Schifani, sul caso Castiglione: “Invece il presidente della Regione ha solo detto: ‘Non ho le informazioni per commentare’. Bastava un plauso alle forze dell’ordine, neppure quello”.

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