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La partita del tifo (Atalanta)

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Una rubrica a cura di Claudio “Freccia”

Una specie di testacoda il match che si gioca oggi, domenica 23 febbraio 2025, preserale alle h.18, al “Carlo Castellani-Computer Gross Arena”, valevole per la 26esima giornata, settima di ritorno, del campionato italiano di calcio di Serie A 2024/2025. La gara si svolge davanti a 9.176 spettatori ufficiali, con i paganti che sono 2.161. Il clima è umido, ma il meteo clemente non sembra togliere spettatori alla partita, anche perché arriva l’Atalanta, una delle migliori squadre in circolazione, anche se ultimamente ha fatto qualche passaggio a vuoto e viene dalla bruciante eliminazione nei Playoff di Champions League contro il Bruges (1-2, 1-3), e da qualche intoppo di troppo in campionato, dove nelle ultime cinque partite ha raccolto 8 punti. L’Empoli, nello stesso arco di giornate, ha raccolto solo un punto e, più in generale, viene da soli due punti nelle ultime dieci partite. Oggi arriva una sconfitta senza attenuanti, davvero netta, senza scusanti, se non quelle di avere tanti componenti della “rosa” ancora fuori per infortunio. In una partita da sangue negli occhi nessuna ammonizione. Male, molto male l’Empoli di oggi, troppo arrendevole di fronte ad un’Atalanta che non si è sforzata neanche più di tanto, comunque spietata ed assetata di gol. Una sconfitta senza appelli quindi, che va a certificare il momento nerissimo della squadra, che ha giocato palesando gravi, enormi difficoltà. E dire che gli azzurri, dopo che la Dea però aveva già avuto due occasioni nei primi cinque minuti, non erano partiti poi così male, costruendo una nitida palla-gol con Kouamè, ma, una volta in vantaggio – primo gol anche fortunoso per una deviazione beffarda di Gyasi su cross di Zappacosta al 27° – la Dea fa il bello e il cattivo tempo e chiude il primo tempo sul 3-0 (Retegui al 33°, Lookman al 43°), arrivando a servire la “manita” all’Empoli con ancora Lookman al 55° e Zappacosta al 74°. E l’Empoli che sprofonda ancora in classifica.

I tifosi dell’Atalanta presenti a Empoli sono circa 500. Forse se ne potevano aspettare di più a livello numerico, anche se alcune attenuanti ci sono, come il momento delicato che attraversa la squadra e la trasferta piuttosto lontana. C’è da dire però anche che la trasferta era libera, cioè senza l’obbligo della Tessera del tifoso, alla quale gli ultras orobici non hanno aderito, quindi avrebbe dovuto esserci tanta voglia di affrontare la trasferta di Empoli, in una collocazione della partita poi non improbabile. Sono quasi tutti ultras, che si sistemano nel quarto e ultimo spicchio partendo dalla Maratona, riempiendolo per buona parte della capienza. C’è poi un gruppetto, con a capo gli “Agitati”, ex “Wild Kaos”, che si sistema in basso, al terzo spicchio, accanto al gruppo principale. Gli atalantini però sfoderano una prova piuttosto convincente, non smettendo mai di sventolare i numerosi bandieroni, accendendo ogni tanto qualche fumogeno e big-flash, facendosi sentire con cori come “Atalanta alé alé alé Atalanta alé”, oppure verso la fine con “Maciniamo chilometri, superiamo gli ostacoli solo per voi…”, e con bei battimani. Certo non è facile farsi sentire oggi, visto che la Maratona di casa è parecchio rumorosa, ma ogni tanto ci riescono e, per la verità, ogni volta che si volge lo sguardo verso di loro si vede che si danno molto daffare e che non stanno quasi mai fermi. Verso il 20esimo minuto espongono uno striscione che recita “Forza Pato ti aspettiamo”, che dovrebbe essere un ultrà vicino al rientro dalla diffida. Quando l’Empoli cercava con insistenza il gol della bandiera, con 4-5 gol sul groppone, e attaccava, si sono uditi dei fischi da parte degli atalantini, veramente beceri e ignobili. E anche per questo si può dire che sono stati una mezza delusione. Il livello del loro tifo è stato comunque piuttosto buono. Voto: 7+. Bellissima la loro coreografia in Champions League, Playoff, col Bruges il 18 febbraio scorso: Curva Nord a strisciate nere e azzurre, con al centro su sfondo azzurro un grandissimo “12” formato da cartoncini bianchi con contorni neri e, ai piedi del tutto, lo striscione “La tua gente combatte insieme a te”. In curva Sud bandierone copricurva bellissimo a strisce nere e azzurre, alcuni fumogeni accesi, e in basso la scritta “Nero azzurri siamo solo noi!!!”.

La Maratona “Emiliano Del Rosso” ha oggi una grande voglia di tifare e di spingere l’Empoli ad un risultato positivo. Ce ne accorgiamo fin dalle prime battute, quando vengono distribuite nel cuore del tifo molte bandiere biancazzurre, fieramente sventolate. Poi si parte di buona volontà con cori classici come “E forza azzurro alé” e Alé alé alé l’azzurro alé…alé alé alé l’azzurro alé…”, che dura molto. Si continua poi con “Quando l’azzurro segnerà la Maratona esploderà in un boato che farà tremare la terra e il mar…” e “Combatti con il cuore e vinci per gli ultrà…”. Il cuore azzurro batte forte, inoltre lì nel mezzo del tifo ci sono davvero pochi spazi vuoti. Ad un certo punto viene organizzata a partita in corso una mini coreografia con piccoli cartoncini rossi, con diverse bandiere palestinesi, ed in basso lo striscione “Show Israel the red card” (mostra il cartellino rosso a Israele). La tifoseria empolese è la prima in Serie A a partecipare ed aderire a questa iniziativa. Questa campagna mira a escludere Israele dalle competizioni calcistiche internazionali. L’iniziativa fa parte di una mobilitazione internazionale di solidarietà con la Palestina, che è partita dal Gruppo “Green Brigade” del Celtic Glasgow, e coinvolge oltre trenta Paesi, tra i quali Spagna, Turchia, Cile, Indonesia e Belgio. Già sotto di tre gol la Maratona intona cori come “Lotta con il cuor fino al novantesimo, è per questo che ti chiedo…”. Eseguiti come sempre i cori a favore dei diffidati, oltre al solito “Siam sempre qui insieme a te per l’Empoli combatterem…”. Incuranti del risultato, con la gara ormai compromessa, gli ultras azzurri continuano a tifare anche sullo 0-4, come se il risultato fosse ancora in bilico, e tale atteggiamento è davvero commovente. Sullo 0-5 viene tenuto molto su il coro “E facci un gol, e forza azzurro facci un gol…”. Si tifa a prescindere dal risultato, cosa davvero molto bella, da brividi. Poi davvero bella e partecipata è anche la sciarpata, mista allo sventolio incessante dei numerosi bandieroni, che rende la Maratona coloratissima, sul coro “Alé forza azzurro alé…alé forza azzurro alé…”. E ripetiamo, sullo 0-5! Vengono proposti altri cori da pelle d’oca. Poi, al triplice fischio del signor Mariani di Aprilia, l’Empoli va mesto sotto la Maratona, ed incredibilmente viene applaudito, anche se qualcuno che contesta c’è, comunque ben pochi rispetto alla stragrande maggioranza delle persone che sceglie di rimanere coi giocatori, con la squadra di D’Aversa intonando forte il coro “Dai ragazzi noi ci crediamo!”. Esposto durante il secondo tempo lo striscione in spagnolo per gli amici di Bilbao “Dozein errepressioren aurka euts Bilbao” (decine di persone sono in brutte situazioni a Bilbao). Presenti anche oggi alcuni esponenti della Curva Sud Montevarchi ad onorare lo storico gemellaggio. Davvero encomiabile oggi il tifo azzurro. In altre piazze sarebbe partita sicuramente una forte contestazione, invece quella di Empoli sopporta e lascia lavorare in pace la squadra anche nei momenti più bui. E’ forse per questo che tanti giocatori e allenatori vengono volentieri a Empoli nonostante guadagnino cifre più basse che da altre parti. Sanno che altrove sarebbe tutta un’altra musica. Il livello del tifo azzurro è stato sicuramente molto buono. Voto: 8+.

Uno sguardo altrove: Il match del venerdì sera alle 20,45, che inaugura la 26^ giornata di campionato, è LECCE-UDINESE, con i friulani che sono abbastanza numerosi, considerando la collocazione infame della partita e la grande distanza tra le due città. All’entrata in campo bella sciarpata e sbandierata, mentre i leccesi eseguono una bellissima torciata; una bella sciarpata anche per loro, che comunque sono al di sotto delle aspettative con diverse pause. In casa quelli che cantano non sono tantissimi a dire il vero, anche se fanno un buon tifo, ma, occorre dirlo, che quando giocano fuori casa sono più numerosi a cantare, perché aiutati dai leccesi emigrati al Nord e al Centro. Lo stadio presenta diversi vuoti. Vince l’Udinese con un rigore di Lucca, non festeggiato dai compagni, perché l’ha voluto battere per forza lui, comportandosi come un bambino anche se toccava ad altri batterlo. Alle 15 del sabato si giocano PARMA-BOLOGNA e Venezia-Lazio. A Parma i bolognesi occupano tutto il settore ospiti, sono circa 3mila ed eseguono una bellissima sciarpata, accendendo anche dei fumogeni. Numerosi i loro cori, ad esempio “M’innamoro se vedo giocare il Bologna…” e “Tutta la curva deve cantare il Bologna ha bisogno di noi!”. Sotto di due gol, verso la fine e dopo il triplice fischio, tifano lo stesso. Buono davvero il tifo parmense. Presenti alcuni gemellati empolesi, con tanto di pezze “Desperados” ed “Ultras Empoli”. Diversi i cori che partono dalla Nord, come “Forza Parma! Segna per noi!” a ripetere, oppure “Che bello è quando esco di casa per andare allo stadio a vedere il Parma…”. Sul 2-0 definitivo spinge forte il “Tardini” con dei “Parma! Parma!” a decibel alti. Le due tifoserie si scambiano molti cori di sfottò, tipo “Chi non salta è un bolognese”. Esposto anche oggi lo striscione ai piedi della Nord parmense “Onoratela!”, con una casacca gialloblù disegnata. Bellissima, anche se vecchia, la pezza “Rispetto per noi che ci siamo”. 19.310 spettatori ufficiali. La partita VENEZIA-LAZIO vede l’assenza degli ultras biancocelesti, a causa del divieto di vendita dei tagliandi nella regione Lazio. La Curva Nord del Venezia quest’oggi si dà daffare con una riuscita coreografia. Settore diviso a righe da bandierine, partendo dall’alto, verdi, bianche e arancioni, ed in basso il grande striscione “E’ solo per l’Unione”. Come di consueto però il cuore del tifo è la Curva Sud che spinge la squadra lagunare con un buon tifo a strappare lo 0-0 ad una ben più quotata Lazio: un punto di speranza per i veneziani. Fumogeni arancioni e verdi accesi. 8.796 spettatori ufficiali. Alle 18 del sabato si gioca TORINO-MILAN, con il settore ospiti praticamente pieno che tifa piuttosto bene, ma che, finita la partita con la vittoria del Toro 2-1, si lascia andare alla contestazione nei confronti della squadra che non si avvicina più di tanto, sommersa dai fischi, con cori tipo “Fuori i coglioni, tirate fuori i coglioni”. C’è da dire che l’eliminazione, anche sfortunata, ad opera del Feyenoord in Champions League il 18 febbraio scorso (0-1, 1-1) ha portato dei malumori nell’ambiente, con gli ultras che speravano in una reazione a Torino che non è arrivata, e intanto il quarto posto resta lontano. Come da comunicato ufficiale, tornano i vessilli, le bandiere e gli striscioni in Curva “Maratona”, nonostante l’ostracismo verso il presidente Urbano Cairo sia ben lungi dall’attenuarsi. Anche oggi i soliti cori contro di lui. Sul 2-1 verso la fine è forte il “Chi non salta è un rossonero”; grande festa del popolo granata al fischio finale. 26.868 spettatori ufficiali.

Alle 20,45 del sabato è in programma INTER-GENOA, coi liguri che invadono il “Meazza-San Siro”. Sono tantissimi e si fanno sentire spesso, anche con cori di sfottò e di incitamento come “Forza grande Genoa alé vinci per la Nord” o “Son quelli che non tornano la sera, quelli che prima o poi vanno in galera…”. Davvero massicci i genoani a San Siro, colorati, cori forti, sventolio continuo dei belli e numerosi bandieroni. Esposto lo striscione “Sasà, vola libero senza più catene”, in ricordo di Salvatore Iaccini, per gli amici “Uccello”, icona del movimento Ultras cosentino, scomparso a soli 48 anni. Ai suoi funerali, svoltisi il 22 febbraio scorso, esposto lo striscione “Salvatore bandiera degli ultrà”, sventolate diverse bandiere ed accesi fumogeni. Gli interisti, costretti ancora a non esporre striscioni e a non sventolare bandiere dalla Questura per la famosa inchiesta su connivenze con la ‘Ndrangheta, sono comunque autori di un buon tifo, mandano a quel paese i genoani e gli tengono botta. Alla fine esplode San Siro per l’1-0 firmato Lautaro Martinez che permette ai nerazzurri il sorpasso in vetta alla classifica ai danni del Napoli. 68.271 spettatori ufficiali. Il tradizionale lunch-match domenicale alle 12,30 è COMO-NAPOLI. I tifosi partenopei, che oggi hanno finalmente la trasferta libera, prendono buona parte del settore ospiti inferiore e tutto quello superiore. Non sembrano in grande giornata, a dire il vero: ci mettono un po’ a carburare, eseguono buoni battimani. Tensioni prima della gara per la presenza di un centinaio di tifosi azzurri arrivati allo stadio senza biglietto. I controlli della polizia li hanno bloccati. Solo a ridosso dell’inizio fanno il loro ingresso i gruppi organizzati, scatenandosi in cori contro il Como. Sembrava ci fosse un clima di gemellaggio, con tanto di birra offerta prima del match (all’andata a Napoli ai comaschi presenti venne offerta la birra), ma non è così. I lariani, con uno striscione su un cavalcavia in città, ci tengono a precisare che “Como non ha amici”. Durante la partita cantano infatti “Noi non siamo napoletani!”, “Oh odio Napoli, odio Napoli, odio Napoli, odio Napoli” e, verso la fine “Sembra Napoli, sembra Napoli…”. Non avvertono il blasone superiore del tifo napoletano e incitano a gran voce i propri beniamini, a tratti il loro tifo è massiccio, con cori quali “E forza Como facci un gol solo per noi…”, “Alé alé alé il Como alé”, Noi vogliamo questa vittoria!”. Bellissima sciarpata nel finale con fumogeni accesi sul 2-1 definitivo. I comaschi sono gasati. Già alla rifinitura del sabato avevano caricato la squadra in vista della partita in circa 1.600, esponendo lo striscione “Carica lariani!”. 10.648 spettatori ufficiali al match. Alle 15 domenicali va in scena HELLAS VERONA-FIORENTINA, coi fiorentini che sono qualche migliaio, occupando l’intero settore ospiti sopra e sotto. Tra le due tifoserie c’è un bel clima di festa visto il gemellaggio storico che intercorre, uno dei gemellaggi italiani più vecchi e solidi. Bello il tifo viola, a tratti sembrano giocare in casa; il repertorio dei cori è variegato, si va da “E facci un gol eh eh, e facci un gol eh eh, e forza Viola facci un gol…” a “Noi siamo la Fiorentina!”. Esposto lo striscione “Giovane Merenda”, dedicato a un noto ultrà viola scomparso. Simpatico lo stendardo “Fuori dal coro”. Accendono fumogeni gialli e viola, i veronesi invece li accendono gialli e blu, sventolando diverse bandiere nel prepartita. A tal proposito c’è da notare che i veronesi hanno sì tanti bandieroni, ma raramente li sventolano durante la partita, e questa sembra essere una loro prerogativa. Nel secondo tempo sono più attivi e incitano la squadra con canti come “Gialloblù gialloblù gialloblù dai Verona…” ed “E forza dai Verona Verona Verona…”. L’Hellas vince la partita con un gol al 95°, importantissimo in chiave salvezza, e la Sud fa festa. L’attaccante della Fiorentina Moise Kean si fa male gravemente alla testa, si rivivono in casa Viola gli attimi di paura avuti per Edoardo Bove durante Fiorentina-Inter del 1° dicembre 2024 scorso. Per Kean trauma cranico e brutta ferita al volto, ma gli esami di accertamento fatti in ospedale sono okay.

Il posticipo della domenica sera alle 20,45 è CAGLIARI-JUVENTUS. I tifosi bianconeri deludono un po’, nonostante riempiano il settore ospiti, provano a farsi sentire ma l’Unipol Domus” stasera è una bolgia. Esposta la scritta “Loris Vangeli siamo con te” e la pezza “Tanto torniamo tutti”. Gli ultras sardi avevano caricato la squadra in vista della partita: all’allenamento a porte aperte bandieroni e fumogeni. Durante la partita alzano diversi cori, facendo davvero un bel tifo. Partono con “Gonfia la rete Casteddu gonfia la rete…” per proseguire con tanti altri cori, come “Undici undici undici leoni, noi vogliamo unidci leoni…”, “Forza forza grande Cagliari per sempre insieme a te…” o “Juventino sardo…sei solo un bastardo!”. La Juve fa un bel passo avanti con questa vittoria, il Cagliari rimane invischiato nella lotta per non retrocedere. 16.412 spettatori ufficiali. Il tradizionale Monday night, posticipo del lunedì alle 20,45, è ROMA-MONZA. I brianzoli sono poco più di cento, con il Monza ultimo in classifica. La loro presenza merita una menzione, perché obbiettivamente una partita così di lunedì sera con la tua squadra sull’orlo della Serie B non è il massimo, ed invece loro onorano il loro esserci con lo sventolio di 6/7 bandiere di medie dimensioni, facendo per quanto possibile il tifo in uno stadio abbastanza pieno anche stasera. Tifoseria che, per quanto visto, non merita la Serie B. Ottima Curva Sud stasera, specialmente nel primo tempo. Si inizia con un ricordo di Alberto Sordi nell’anniversario della sua morte e si prosegue con un tifo compatto e incessante, da non spiegarsi perché, in Roma-Porto (3-2) di Europa League del 20 febbraio scorso, non sia stato così. Fatto sta che la Roma segna due gol e tutto va bene. Il secondo tempo, a risultato acquisito, fatica un po’ a decollare, ma la scelta dei cori giusti fa sì che si ritorni più o meno al tifo della prima metà di gioco. Serata scomoda per via del giorno lavorativo, ma che vede i romanisti compattarsi in vista dei prossimi impegni.

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