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Australian Open, Scanagatta incontra Margaret Court: “Sinner? Il futuro del tennis. Ma vedo tanti giovani in arrivo”

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Margaret Smith Court non ha bisogno di tante presentazioni, soprattutto all’Australian Open, un torneo che ha vinto 11 volte in singolare e dove uno dei campi più prestigiosi porta il suo nome. Court ha vinto 24 titoli slam e 64, sommando anche i titoli di doppio femminile e doppio misto. Il direttore Ubaldo Scanagatta ha avuto modo di ritrovarla nei corridoi di Melbourne Park: oggi Margaret ha 82 anni e insieme hanno ricordato i vecchi tempi, con uno sguardo anche al futuro del tennis.

Scanagatta: Hai vinto 24 slam se non sbaglio?
Court: “Esatto. 64 se sommiamo i titoli di singolare a quelli di doppio”.

Scanagatta: Hai vinto l’Australian Open 11 volte giusto? Riesci sempre a venire qui?
Court:Sì, ho vinto qui 11 volte. Non vengo proprio tutti gli anni, ma cerco di venire spesso. Seguo ancora i giocatori di oggi”.

Scanagatta: E cosa ne pensi del numero 1 del mondo, il nostro italiano Jannik Sinner? L’hai visto giocare?
Court: Si certo, è un giocatore incredibile, davvero molto forte. Muove benissimo i piedi, gioca molto in anticipo e credo che sia il futuro del tennis”.

Scanagatta: Non va a rete quante volte andavi tu però…
Court:No è vero, anche se gioca molto bene la volée. In questi campi noto che è un gioco che non si vede più tanto, però sarebbe davvero bello vederli tornare più spesso nel gioco a rete”.

Scanagatta: Qual è il giocatore che ti piace di più adesso dopo un’Era di fenomeni come quella degli ultimi vent’anni?
Court: Sai, dopo Federer, Nadal e Djokovic, trovo che finalmente stiano arrivando degli ottimi giocatori, ancora molto giovani, che possono davvero spingersi l’uno con l’altro per continuare a migliorarsi”.

Scanagatta: Di recente abbiamo perso una generazione importante: Lea Pericoli e anche due giornalisti italiani, non so se hai avuto modo di conoscerli, Gianni Clerici e Rino Tommasi. Ken Rosewall, che è qui al torneo, è nato lo stesso anno di Tommasi…
Court:Sai credo che arriviamo nella vita senza niente e ce ne andiamo senza niente. C’è un tempo per stare in questa vita: io l’ho vissuto e lo sto vivendo ancora molto bene, sono felice, lavoro ancora. So dove andrò quando morirò, quindi bisogna vivere e io mi sento bene”.

Scanagatta: Vedi ancora Billie Jean King qualche volta? Chi era la tua migliore amica quando giocavi?
Court:No e non credo che sia venuta qui quest’anno, non l’ho sentita nominare nei giorni passati. L’ho vista un paio di anni fa a Wimbledon. La mia migliore amica era la giocatrice numero 1 del Sud Africa, Lilian Hunt ma ero molto amica anche di Nancy Richey, la numero 2 americana. Ci mandavamo sempre le cartoline per Natale”.

Scanagatta: Eri amica degli uomini australiani?
Court:Ero amica di tutti: Laver, Rosewall…

Scanagatta: E Frank Sedgman?
Court:Lui era il mio coach. Abbiamo vissuto insieme due anni, anche se è un po’ più grande di me. Lui ora ha 90 anni, io ne ho 82. Ma ci sono persone che faranno sempre parte della tua vita”.




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