Nessun musulmano più giovane di 50 anni potrà entrare alla Città vecchia di Gerusalemme nella giornata di oggi.Un divieto molto chiaro, arrivato dalle autorità israeliane a solo poche ore dalla "Giornata della collera" proclamata dagli islamisti di Hamas, e inteso come risposta alla tensione che da giorni si respira nell'area, dopo che lo scorso venerdì due agenti sono rimasti uccisi.Un attacco che ha portato alla chiusura momentanea dell'area e poi alla riapertura, con la novità di metal detector installati agli ingressi della Spianata delle moschee, terzo luogo sacro per i musulmani, dopo Mecca e Medina, ma anche il Monte del tempio ebraico.[[video 1420074]]Non è la prima volta che viene imposto un "bando" di questo tipo, ma la misura promette di scatenare l'ira dei palestinesi oggi, venerdì, giorno in cui i musulmani si recano numerosi sulla Spianata per la preghiera principale della settimana. La scelta di porre metal detector ai varchi - scrive il Telegraph - è stata da molti interpretata come un tentativo di "controllare il luogo santo" da parte di Israele.Sono circa 3000 gli uomini di polizia e polizia di frontiera dispiegati nell'area, secondo un portavoce. La stampa israeliana parla di almeno dieci funzionari di Fatah in arresto preventivo, sospettati di aizzare le proteste.[[gallery 1423118]]In molti, a Gerusalemme, si sono rifiutati di superare i controlli imposti dalle forze dell'ordine, preferendo piuttosto pregare all'esterno. Una situazione che è esplosa in scontri con la polizia, che ha usato lacrimogeni e cannoni ad acqua sulla folla vicino alla Città vecchia.In centinaia sono scesi in strada, trasformando Salaheddin street in una grande moschea a cielo aperto. Almeno venti i feriti negli scontri che si sono scatenati, alcuni dei quali sarebbero in condizioni gravi.[[video 1423052]]La questione della Spianata non è soltanto locale. Ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sentito Mahmoud Abbas, parlando di misure "inaccettabili". Il leader palestinese ha pregato ad Ankara di continuare a lavorare insieme per ottenere un passo indietro da parte di Israele. La stessa richiesta presentata a Jared Kushner, consigliere del presidente statunitense Donald Trump