Dieta: il metodo Missori-Gelli per i disturbi della tiroide
I disturbi della tiroide possono avere molteplici cause che vanno dalle fluttuazioni del ciclo alla menopausa, dalla gravidanza al post partum, dall’andropausa allo stress, all’assunzione di cibi che la infiammano e la costringono a svolgere un surplus di lavoro che non sempre, se le condizioni non sono favorevoli, riesce a fare. In Italia solo oltre 6 milioni le persone (in prevalenza donne) che soffrono di disturbi alla tiroide, spesso associati a problemi di peso, di intestino e stress.
PERCHE’ LA TIROIDE FUNZIONA TROPPO O TROPPO POCO
Ma che cosa manda “in tilt” la tiroide, al punto da alterarne il funzionamento? In base agli studi più recenti, pare che a interferire siano sia fattori nutrizionali che ambientali e ormonali, oltre a tossine e stress. Di fatto la cause della disfunzione tiroidea non si conoscono tutte, ma sarebbero in prevalenza associate a un eccesso o a una carenza di Iodio, a interferenze con il glutine (proteine del grano) e alla sindrome dell’intestino permeabile, a infezioni da virus della mononucleosi, a un eccesso di estrogeni endogeno ma anche dovuto ai cibi (specialmente soia e derivati), nonché a un eccessivo consumo di crucifere (cavolfiori, broccoli, per esempio) che tendono a ridurre l’assorbimento di Iodio (se consumate crude), fondamentale per la formazione degli ormoni tiroidei, deputati a controllare la velocità del metabolismo.
Gli ormoni prodotti dalla tiroide sono infatti d’importanza primaria poiché regolano la funzione metabolica e le centrali energetiche (i mitocondri) delle nostre cellule. Se la tiroide lavora poco, tutto il metabolismo cellulare ne risente e rallenta (è il caso dell’ipotiroidismo), quando, al contrario, è sottoposta a un eccesso di lavoro, il metabolismo accelera (si parla di ipertiroidismo). Entrambe queste condizioni si ripercuotono sull’operatività dell’organismo: le funzioni cerebrali risultano più lente o al contrario diventano veloci e disordinate. Si può riscontrare un calo della libido e alterazioni del ciclo mestruale; è possibile ritrovarsi in una condizione di fatica cronica sin dal risveglio mattutino, oltre a riscontrare la pelle asciutta, i capelli più secchi e una caduta parziale delle sopracciglia.
E c’è di più: la tiroide influenza anche la temperatura corporea, se deficitaria si avvertirà più freddo anche nella stagione calda, se invece funziona molto si proverà caldo anche in inverno. Nei casi di ipertiroidismo si verifica poi un consumo maggiore e più veloce di carburante (gli zuccheri) e di grasso, circostanza che può portare anche a una perdita di peso. Al contrario, nei casi di ipotiroidismo si riscontra la ricerca ossessiva di carboidrati come pasta, pane, pizza, patatine, cracker e succhi di frutta, che si tramutano in stoccaggio di grasso anche nel fegato, a causa del metabolismo rallentato.
IL METODO MISSORI-GELLI PER AFFRONTARE LA DISFUNZIONE
Serena Missori, endocrinologa, diabetologa e nutrizionista e Alessandro Gelli, ricercatore e innovatore nell’ambito della psicosomatica, nonché esperto di terapie antiaging e antistress, hanno messo a punto un Metodo d’azione specifico per affrontare i problemi della tiroide che vanno dall’ipo e ipertiroidismo alla tiroide autoimmunitaria di Hashimoto o Morbo di Graves, ai noduli e gozzi, incluse altre problematiche connesse.
Spiegato in maniera estremamente dettagliata, arricchito di piani nutrizionali, tecniche di rilassamento e ricette, il manuale “La dieta della Tiroide” (Edizioni LSWR, 19,90 euro), secondo il cosiddetto Metodo Missori-Gelli, presenta un’analisi della grande connessione esistente tra l’intestino – il cosiddetto “secondo cervello” – il sistema immunitario, il GUT Microbiota, gli alimenti, gli interferenti endocrini e le ghiandole, tra cui appunto la tiroide. “Quando si ammala la tiroide, dovremmo pensare che è solo la punta dell’iceberg”, sottolinea Serena Missori, sottolineando l’importanza di agire su più fronti per intervenire efficacemente e ristabilire l’equilibrio.
LA DIETA DELLA TIROIDE: ECCO COME FUNZIONA
Quello proposto dalla coppia di esperti Missori-Gelli è metodo che si differenzia dagli altri sviluppati per gestire malattie della tiroide e dell’intestino in quanto prevede un approccio personalizzato e basato sul Biotipo morfologico. Inoltre, a seconda della problematica tiroidea, si fa una distinzione sul piano nutrizionale, integrativo e sulla gestione dello stress. Tale metodo parte infatti dal presupposto che ciascun Biotipo possiede un assetto neuro-ormonale specifico sul quale lasciano un’impronta tangibile lo stile di vita, le abitudini quotidiane, la sedentarietà, l’attività fisica, il lavoro svolto, lo stress, i dispiaceri, le emozioni forti, lo smog, le arrabbiature, ecc.
Si distinguono principalmente quattro Biotipi morfologici, nonostante la maggior parte degli individui siano in realtà un mix di due o più Biotipi: il Cerebrale, il Bilioso, il Sanguigno e il Linfatico (sul sito www.ladietadellatiroide.it è possibile scoprire qual è il proprio Biotipo o quello altrui).
Il Metodo Missori-Gelli si basa su 4 settimane di riequilibrio ormonale e viscerale, con l’aggiunta di un’azione detox e anti stress. Queste settimane prevedono:
– Un Piano Nutrizionale con gli alimenti da prediligere, gli alimenti da evitare, le quantità dei carboidrati in base alla problematica, le porzioni, gli schemi nutrizionali in base al problema tiroideo e al Biotipo morfologico.
– Un Piano Integrativo che copra le varie problematiche (a base di integratori alimentari)
– Un Piano di eliminazione e gestione delle tossine
– Un Piano anti-stress, controllo dell’emotività e qualità del sonno.
BENEFICI DEL PIANO ALIMENTARE
La Dieta della Tiroide secondo il Metodo Missori-Gelli comprende il consumo di cibi antinfiammatori e nutrienti di cui l’organismo necessita per favorire un ottimale funzionamento tiroideo, intestinale e surrenalico (si tratta di: Iodio, Selenio, Zinco, Ferro, vitamine B, A, D, acidi grassi Omega 3, proteine e soprattutto tirosina e aminoacidi). Da evitare invece alimenti infiammatori e – in caso di tiroide autoimmunitaria – alimenti che peggiorano e causano permeabilità intestinale.
Grazie a queste misure, questo metodo aiuta a curare l’intestino (soprattutto in caso di disbiosi intestinale, candida intestinale, colite, stipsi, diarrea, ecc.), favorisce la disintossicazione, limita l’esposizione a tossine, interferenti endocrini, metalli pesanti, campi elettromagnetici, combatte le infezioni latenti, perfeziona la qualità del sonno, facilita la gestione dello stress grazie a tecniche di rilassamento rapide, tecniche di respirazione, meditazione rapida e molto altro.
VADEMECUM PRIMA DELLA DIETA
Se si desidera seguire il Medoto Missori-Gelli occorre rivolgersi prima al proprio medico curante ed effettuare una serie di esami e screening specifici che diano il quadro clinico della situazione reale. Nello specifico, sarà importante valutare la funzione ipotalamo-ipofisi-tiroide, verificare la presenza di tiroidite autoimmunitaria, eseguire un controllo della dominanza estrogenica, della funzione gastrointestinale-epatica, della struttura tiroideo-intestinale ed epatica, di verificare la presenza dei microelementi indispensabili per la tiroide e di effettuare uno studio del metabolismo lipidico e glicidico in caso di sovrappeso, familiarità per diabete, iperinsulinemia e sindrome dell’ovaio policistico (da valutare insieme al medico).
Solo una volta acquisito un quadro complessivo e completo sarà possibile agire sul metabolismo per riequilibrarlo e successivamente dimagrire, rilassarsi, godere tutti i vantaggi di un programma di alimentazione e benessere costruito su di sé.
Nella gallery, gli alimenti da prediligere e quelli invece da evitare, a seconda delle problematiche tiroidee e tiroideo-intestinali riscontrate.
